Un sussulto democratico sconfigge il nuovo fascismo

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Di

AUSTRIAdi Jacopo Scarinci

“I francesi al primo turno si sfogano, al secondo votano” era solito dire il generale Charles De Gaulle: da ieri si può dire anche degli austriaci. Solo i non avvezzi al sistema elettorale a doppio turno e gli allarmisti da poltrona potevano dire con sicurezza – seppur in buona fede – che in Austria il Presidente della Repubblica (poco più di un passacarte, poco meno di un cerimoniere) diventasse il candidato facilmente definibile – ah, la stampa! – come neofascista, Norbert Höfer. Lunga vita all’Austria Felix.

Certo, mai come stavolta si è arrivati vicini al far carta straccia della regola aurea di De Gaulle. C’è da dire, però, che – cosa mai e poi mai capìta dalla sinistra, si sveglino – l’estremista di destra Höfer non è arrivato fino a questo punto comprando voti o provando colpi di Stato sudamericani. Höfer e i figliocci di Jörg Haider sono arrivati a un passo dalla vittoria sfruttando il dilettantesco e farsesco governo a guida socialista ma di grande coalizione con i popolari di centro destra: prima amiconi di frau Merkel pronti ad accogliere sul suolo che fu asburgico ogni tipo di migrante, poi, fiutata la mala parata elettorale, pronti ad alzare una barriera al passo del Brennero e non un migrante in più di quelli già arrivati. Davanti a una sinistra che ha abdicato pure in Austria a essere sinistra – ci sarà un motivo? – e un centro destra succube dell’essere socio di minoranza di una Grande coalizione di cui son maestri in Germania ma studenti discoli in Austria, l’estrema destra ha galoppato sicura.

A salvare l’Austria è stato un sussulto democratico, cinicamente prevedibile benché romanticamente significativo. Alexander Van Der Bellen, candidato dei Verdi arrivato al ballottaggio camminando sulle macerie governative socialiste, è stato votato da elettori sicuramente più maturi dei loro partiti di riferimento: situazione sempre più frequente a sempre più latitudini. Forse è arrivato il momento nel quale sinistra e destra moderata invece che sbraitare contro i populisti inizino a farsi qualche domanda.

Perché ieri c’era da eleggere un simil notaio in Austria, a novembre il candidato dei repubblicani alla Casa Bianca sarà Donald Trump. Campa cavallo.

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