“Voleva colpire anche Lugano”! No, non proprio

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Di

pontiggiadi Marco Cattaneo

Ieri, in un magistrale articolo intitolato “La paura non blocchi il cervello”, Carlo Silini sin dalle prime frasi ha invitato a non sragionare davanti all’attualità, a rimanere attenti e lucidi. Il fatto che questo articolo sia comparso sul Corriere del Ticino, però, qualche sorriso l’ha provocato. Vediamo perché.

Il 29 aprile, giorno in cui i quotidiani hanno dato notizia degli arresti di presunti jihadisti in Italia – tra i quali un kickboxer che si allenava a Canobbio – il foglio di Muzzano ha dato il meglio di sé. Mentre Repubblica e Corriere della Sera hanno dedicato alla storia un paio di pagine interne col sunto che si trattava di un manipolo di squilibrati, mentre i quotidiani locali italiani La Prealpina e La Provincia hanno intervistato i vicini di casa che – toh – hanno detto che gli arrestati salutavano sempre, cosa ha fatto il quotidiano di Pontiggia? Titolo a tutta pagina: “Voleva colpire anche Lugano”. Su questo stesso giornale, ieri Silini ha scritto: “Ogni notizia è solo un piccolo frammento di una realtà più complessa e l’allarme di oggi può trasformarsi nella smentita di domani”. Ohibò, e perché il Corriere dovrebbe prodursi in una smentita? Lo scrive lo stesso Silini un paio di righe sopra. I giornalisti se ricevono notizie dagli inquirenti devono fare il loro dovere informando, sì, “anche se qualche giorno dopo saranno costretti a spiegare che quella minaccia – stando agli sviluppi dell’inchiesta – era con ogni probabilità di natura sportiva e la vendetta annunciata si sarebbe consumata nell’ambito di una sfida agonistica, e non – per dire – in piazza Cioccaro a colpi di kalashnikov”.

Epperò Silini continua: “Nel caso del terrorismo, il fatto che dei presunti candidati al martirio fossero di casa in Ticino non dovrebbe generare reazioni isteriche, del tipo: proibiamo a tutti i musulmani di venire da noi, o impediamo ai frontalieri di origine nordafricana di frequentare le nostre palestre”. Strano che la gente lo pensi quando il principale quotidiano del cantone spara titoli come quello già citato…

Silini ricorda ai lettori (e a Fabio Pontiggia, ci auguriamo) un fatto concreto, scrivendo che “da noi la stragrande maggioranza dei musulmani è laica, non frequenta con regolarità le moschee e non si attiene in maniera rigida ai precetti islamici. Esattamente come la stragrande maggioranza dei cattolici o dei protestanti svizzeri nei confronti delle proprie chiese. E anche i musulmani praticanti, secondo vari studi, sono in gran parte considerati dei cittadini rispettosi del nostro sistema democratico.

L’augurio è che questo ottimo pezzo sia d’insegnamento dalle parti di Muzzano. Capiamo benissimo che il concetto d’inchiesta sia a loro sconosciuto – basti ricordare l’indignato sdegno di Pontiggia verso la divulgazione dello scoop dei Panama Papers – ma prima di mettere fuori titoli come “Voleva colpire anche Lugano”, facendo credere di tutto ai propri lettori, fare almeno due-verifiche-due non dovrebbe essere un grande affanno. Son giornalisti in fondo, no?

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