Bor$oni $ini$treggianti

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Di

OSIdi Corrado Mordasini

Dal Mattinonline, in merito al finanziamento dell’Orchestra della Svizzera Italiana (OSI), leggiamo:

“Non sappiamo voi, ma noi comin­ciamo ad averne farciti gli zebedei di leggere le ridondanti opinioni del­l’élite radikal-chic dal borsello rigon­fio a sostegno dell’OSI, Orchestra della Svizzera italiana!”

Già l’attacco è evocativo. Se ascolti musica classica non sei una persona sensibile, o che ama la musica, sei una specie di pseudobambela radical chic. Il vero ticinese, se gli piace la musica ascolta il trio di Gandria o Paolo Meneguzzi, mica quella stupidate ultracentenarie di Mozart, Bach o Einstein! Come? Einstein non è un musicista? Ma state zitti $ini$troidi $palancatori di frontiere!

Insomma, il concetto è il solito. Il foglio leghista strizza l’occhio all’ignorante. Ma non colui che ignora, proprio colui che nella propria ignoranza ci sguazza fiero. Come a dire, anche se non sei colto e sei gnucco come una pera di 10 giorni, sei comunque un figo. La cultura diventa una colpa, anzi, non solo, diventa un mezzo per colpire l’avversario, come se tutti quelli di sinistra fossero melomani o appassionati di Beethoven. Ma prosegue il pregevole scritto, tornando sui finanziamenti all’OSI di cui il sindaco leghista di Lugano si è detto possibilista:

“Se il governic­chio per far quadrare i conti vuole fare la manovricchia da 185 milioni sulle spalle della gente, è chiaro che di soldi per l’orchestra non ce ne sono! E anche i contributi della città di Lugano dovranno diminuire e certo non au­mentare, visto che anche sul Ceresio si devono tagliare le uscite!”

Manovricchia, governicchio, in cui ci sono due leghisti su cinque ministri. Insomma, anche se parte della Lega si rende conto che col LAC le opportunità e il pregio di avere un’orchestra sono tangibili, per la Lega in salopette fare il musicista è un po’ un lavoro da finocchi, mica una cosa seria. La perla finale, dopo sproloqui sullo stesso tono, è roba da imbecilli al quadrato:

 “Ribadiamo: ne abbiamo piene le scuffie di questi spocchiosi borsoni $inistreggianti che si sciacquano la bocca con la kultura ma pretendono che il conto della loro kultura lo paghi il solito sfigato contribuente! Volete l’OSI? Cacciate il grano!! L’ente pubblico non ci deve mettere un centesimo in più!!”

Chi sono gli spocchiosi borsoni? Boh. Io non lo sono e ritengo che un orchestra sinfonica sia un bel fiore all’occhiello. E così come me anche tanti altri, sia a destra che a sinistra. Il punto è uno solo, se ragionassimo tutti così nei confronti della cultura, i pennivendoli del Mattino non scriverebbero ma grugnirebbero in una savana con uno smilodonte che gli mordicchia il sedere. Relegare la cultura a un divertimento di pochi eletti è triste e terrificante. Per tanto così torniamo davvero all’Età della pietra. Niente poesia, niente musica, niente letteratura. Via i musei, le pinacoteche, le biblioteche, via il Museo d’arte moderna di Lugano, Villa dei Cedri, il Museo di storia naturale di Lugano, la pinacoteca Zust.

Il Ticino si merita qualcosa di diverso da quello che gli propinano questi quattro imbecilli. Il Ticino si merita la sua cultura perché è anche capace di crearla. Fa ridere che, in un mondo dove ci si rende conto di come l’istruzione e la cultura siano emancipazione, questi oranghi dicano esattamente il contrario. Perché la cultura è fantasia, progettualità ed energia. E un Paese senza cultura è un povero paese.

I musicisti dell’OSI sono ambasciatori di un Ticino che vuole uscire dalla sua provincialità e aperto sul mondo.

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