Buon compleanno!

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Di

bambinadi Tiziana Jonas-Mordasini

Se hai bambini, presto o tardi incapperai anche tu nella trappola del compleanno. Per me, che devo organizzare 3 compleanni nel giro di pochi giorni per i miei tre bimbi, il compleanno è un vero incubo. Ai miei tempi si invitava un paio di cugini, gli zii, c’era la torta e qualche candelina e il gioco era fatto. Anzi, crescendo non mi ricordo nemmeno che il mio compleanno venisse festeggiato più di quel tanto. Tutto semplice, niente traumi.

Oggigiorno no, il compleanno diventa una vera maratona e per alcune tipologie di mamme si trasforma in una gara al compleanno più megafantastico che sia mai stato festeggiato nell’universo. Ho assistito a compleanni a tema, con 30 invitati per un bimbo di 3 anni che a malapena capiva cosa fosse tutto quel trambusto e ho visto bimbi aprire una marea di regali come se fosse una catena di montaggio senza nemmeno guardare cosa stavano scartando. Oltre a questo, tra la mia generazione e quella dei miei figli è comparsa una tradizione, che non ho ancora capito chi cavolo l’abbia introdotta, che oltre a fare un regalo al festeggiato, anche tutti gli invitati devono ricevere un regalo. La cosa mi lascia perplessa, sembra di essere nel paese delle meraviglie di Alice, dove il cappellaio matto festeggiava ogni giorno il non-compleanno di tutti. Ma sorvoliamo…

Dicevo però che i tre compleanni da organizzare nel giro di pochi giorni, mi portano ogni anno vicina a una crisi di nervi. Non so nemmeno io perché… forse perché sono una mamma all’antica che ancora vuole festeggiare il compleanno in casa con qualche amichetto, forse perché non vado ad ingaggiare nessun clown o truccabimbi e faccio tutto da me, dai giochi al trucco, forse perché cerco ogni anno di stupire i miei bimbi con torte fantasiose, ma rigorosamente fatte dalle mie manine e senza quella terribile immangiabile decorazione colorata di zucchero, ma con al massimo la glassa al cioccolato. Ecco sì, il problema forse è che cerco di fare tutto da me e finisco le energie prima che finiscano i compleanni.

Non mi credete? Ecco il mio primo compleanno organizzato per la mia prima bimba. Per il numero di invitati mi attengo sempre rigorosamente alla regola imparata in Svizzera interna, è una regola d’oro e ve la consiglio vivamente: si invitano tanti bambini quanto il numero d’anni del festeggiato. Mia figlia festeggiava i 5 anni e quindi le ho lasciato invitare 5 bambini. Mi ero preparata tutta la scaletta di quali giochi fare a che ora, quando mangiare la torta, quando aprire i regali e via di seguito. Secondo il mio piano non poteva andare storto nulla, tutto era pianificato. Io era la più nervosa di tutti… sarei riuscita a tenere a bada contemporaneamente 5 bimbi e i miei 3? Gli invitati arrivano e man mano salgono in camera di mia figlia a giocherellare. E qui ho fatto lo sbaglio più grande: avrei dovuto lasciarli giocare tranquilli tutto il pomeriggio! Ma no, la mia scaletta mi diceva che dovevo truccarli. E lì scopri improvvisamente che il potere decisionale del cinquenne medio è bassissimo. Ogni bambino ci ha messo una vita a decidere da cosa volersi truccare, sfogliando foto e dicendo “Non so…” con un mezzo sorrisino. Il mio livello di stress ha cominciato a salire. Alla fine però è fatta. Seguo la scaletta: gioco della mela. Li chiamo e gli dico di fare due squadre. E qui comincia la tragedia: una bimba, chiamiamola Marta, mi dice con fare super annoiato e depresso che a lei non piace fare il gioco della mela. Ok, fa niente, allora stai seduta e giocano gli altri. Ma anche gli altri bambini sono un po’ insicuri vedendo la bimba separatista. Poi passiamo al gioco della musica coi cuscini. Marta imperterrita mi dice “ A me non piace fare il gioco dei cuscini”.

Piano piano comincio a preoccuparmi seriamente per lei… ma le piacerà fare qualcosa? Mi sembra la bimba più depressa mai esistita. Anche altri bambini cominciano a dirmi che non vogliono fare il gioco della musica, Marta li ha infettati con la depressione. Vabbeh, andiamo avanti: ho preparato la pasta della treccia ed invito ogni bambino a creare un animaletto con la pasta. Chi fa la lumachina, chi il topo, chi giochicchia con la pasta… Marta no, Marta mi dice “Io non so fare animaletti con la pasta”. Sto quasi per mettermi a piangere, ma tengo duro e dico a Marta che allora la aiuto io: “Che animale ti piacerebbe fare, cara?” “La giraffa!”. Io la guardo con gli occhi fuori dalle orbite: “LA GIRAFFA???” Tengo duro e cerco di fare buon viso a cattiva sorte pasticciando un qualcosa con la pasta che potrebbe vagamente essere una giraffa, ma sfido voi a fare una giraffa di pane. Marta mi guarda con gli occhi vacui “ Ma questa è una giraffa??” Le rispondo secca “ SÌ, È UNA GIRAFFA!!” I miei nervi sono ormai allo stremo, ma per lo meno Marta non ribatte più nulla.

Si passa poi alla torta. Ormai non mi aspettavo nulla di diverso e a Marta la torta infatti non piace. Il peggio è però passato, si passa all’apertura dei regali e qui va tutto benone grazie al trucchetto che ogni bimbo deve nascondere in casa il proprio regalo e il festeggiato deve trovarli a suon di “freddo” e “caldo”. Si divertono un mondo. Per fortuna sono le 17 e piano piano arrivano i genitori a ritirare i pargoli. Sono sudata, spettinata e sull’orlo di una crisi di nervi, ma sorrido e dico che è andato tutto bene, e che tutto sommato è anche la verità. Andati tutti, mia figlia mi stringe forte e mi ringrazia per la bellissima festa di compleanno, si sono divertiti tutti tantissimo (ho qualche dubbio su Marta, ma anche lei alla fine è uscita felice).

Io, che nel frattempo mi ero giurata che sarebbe stato l’ultimo compleanno della mia vita, la guardo intenerita e le rispondo “Sono contenta che ti sia piaciuto! Sai, ho già qualche idea per l’anno prossimo!”

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