Casse malati, ma aumenteranno in eterno?

Di

casse malatidi Alessandro Schirm

Certo che l’ennesimo aumento del 5% paventato per l’anno prossimo sta cominciando a mettere la questione dei costi della salute nella categoria dell’assurdo.

Come in un episodio de “Ai confini della realtà” i costi della salute sembrano lievitare fino a raggiungere proporzioni gigantesche e non accennano a diminuire. Come il sistema di mercato, sembrano dover attingere a un bacino infinito che però infinito non è. Esattamente come le tasche degli svizzeri.

Secondo le stime del DSS di Beltraminelli, l’aumento si sarebbe dovuto assestare intorno al 3%. L’ACSI prende atto con preoccupazione di questo trend perché, contrariamente agli ultimi anni, premi e costi sanitari aumentano più in Ticino che nel resto della Svizzera, portando il Ticino all’ottavo posto nella classifica dei cantoni più cari. E in tutto questo bailamme, non solo sono decine i politici borghesi che fanno lobby a favore delle casse malati in parlamento, profumatamente pagati sia dal popolo che dalle casse malati stesse (evviva la democrazia!), ma gli stipendi dei manager sono spesso stratosferici (vedi grafici).

Attendiamo delle misure, anche se ormai non ci crediamo più, per provare a diminuire i costi. Uno straccio di strategia, che ben spiegata al popolo avrebbe magari anche delle chances di passare, non come l’ultima fregatura sulla LEOC bocciata dalle urne.

Stipendi CassaMalatiGroupe Mutuel: Paul Rabaglia 483’466.–, Swica: Reto Dahinden 455’400.–, Assura: Bruno Ehrler 451’000.–, Visana: Urs Roth 423’080.–, Concordia: Nikolai Dittli 393’912.–, Aquilana: Dieter Bösch 345’400.–, öKK: Stefan Schena 336’000.–, Atupri: Christof Zürcher 270’000.–, Agrisano: Christian Scharpf 260’000.–, EGK: Reto Flury 260’000.–, KK Birchmeier: Werner Kaufmann 121’017.– , Vita Surselva: Reto Camenisch 120’000.–

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