… e l’amianto non passa

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Di

cancrodi Angela

Negli Anni ‘70 la società Boxer Asbestos SA progettò di costruire in territorio di Balerna una fabbrica destinata alla lavorazione di manufatti di amianto, un minerale altamente cancerogeno responsabile di carcinoma polmonari e altri tumori. Già nel 1973 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) aveva stabilito in modo definitivo che tutti i vari tipi di amianto sono cancerogeni.

Ciononostante, le autorità cantonali concessero nel 1976 i permessi necessari alla costruzione della fabbrica. Verrebbe voglia di citare con nome e cognomi gli inetti, incompetenti – per non dire peggio – funzionari dell’INSAI (oggi SUVA) e del DOS (Dip. Opere Sociali) che banalizzarono i rischi dell’amianto. Ma citeremo invece i tre balernitani – Antonio Soldini, vicesindaco e granconsigliere del PSA e Rolando Raggenbass, studente a Brera – che fecero scattare l’allarme e allestirono una solida documentazione scientifica, con la collaborazione di Mario Raggenbass, laureato di fisica all’università di Ginevra. Nel 1977 nacque un movimento popolare di resistenza alla costruzione della ‘fabbrica dei veleni’ e si raccolsero 5’000 firme. Ci fu un’occupazione di protesta del capannone, si lanciarono petizioni al Consiglio di Stato appoggiate da medici, scienziati e politici e otto anni dopo la Boxer rinunciò definitivamente al progetto.

Si tratta “di una protesta popolare pionieristica che resterà un caso più unico che raro nella lotta all’amianto in Svizzera” scrive il prof. Raffaele Peduzzi (presidente Centro Biologia Alpina Piora) quando propone nel 2008 – inutilmente –  la candidatura di Bruno Raggenbach al Premio Lavizzari, per il suo impegno civile.

Da venti a trenta persone si ammalano gravemente ogni anno in Svizzera per aver inalato fibre cancerogene di amianto. Le persone colpite dovrebbero disporre di un termine di prescrizione assoluto di 30 anni per chiedere un risarcimento alla giustizia. Lo propone Simonetta Sommaruga e il Consiglio federale. Ma l’esame del dossier ha dovuto essere rinviato a settembre per divergenze fra le Camere federali.

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