I liquami sul Piano di Magadino

Di

Magadino Immdi Alessandro Schirm

Che il piano di Magadino sia un tesoro naturalistico di tutto il Cantone non ci piove. Eppure, a monte dei begli intenti sulla creazione del parco e nonostante il pregevole lavoro dell’Associazione per il Piano di Magadino, che negli ultimi anni è riuscita, in accordo col cantone e con gli agricoltori, a creare le premesse per una rinaturazione di campi e siepi di collegamento, ci troviamo troppo spesso di fronte ad aberrazioni legate ad incuria o menefreghismo.

È grazie a un servizio di Teleticino di alcuni giorni fa che veniamo a sapere dei problemi sulla piazza di compostaggio nella territorio di Cadenazzo. Una situazione degradata e, probabilmente, non a norma di legge. Ci basta guardare la foto allegata: liquami nerastri sul terreno nudo, senza vasche di contenimento, sacchetti (si spera) biodegradabili… insomma, non una situazione decente per quello che a breve diventerà un parco naturale.

Inoltre, i liquami si trovano vicini a un canale e, inutile dirlo, la falda freatica sul Piano di Magadino, che raccoglie di tutte le acque delle montagne circostanti oltre che antica palude, è presente ovunque e a poca profondità. Con i grandi attrattori di traffico commerciali e i piazzali industriali, inoltre, spesso i canali faticano a drenare l’esubero di acqua. Una recente interrogazione della Gran consigliera Sara Beretta Piccoli porta alla ribalta il problema, che secondo la legge dovrebbe essere di pertinenza del comune di Cadenazzo. Beretta Piccoli mette l’accento su una questione importante, chiedendo non solo qual è l’ufficio cantonale preposto ai controlli, ma anche:

“Con quale frequenza quest’ufficio controlla che le piazze di raccolta e le aree di compostaggio comunali e cantonali ­ rispettino le leggi in materia di protezione del territorio e protezione delle acque? Con quali risultati?

L’Ispettorato svizzero di compostaggio e metanizzazione, che agisce su delega della Confederazione, effettua ispezioni anche in Ticino? Se sì, quali sono i risultati diqueste ispezioni?”

È anche vero che il Cantone e il Dipartimento del territorio non possono lavarsene le mani. Se vediamo un tizio che picchia un bambino sulla testa con un mattone, non possiamo fregarcene dicendo che la competenza è della polizia, magari facciamo qualcosa anche noi.

Non lasciamo che gli sforzi di tante brave persone vengano annullati da pochi personaggi che sono, e ci si scusi il bisticcio, “inerti” di fronte a queste situazioni.

Magadino Foto

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