In Germania sempre più crimini razzisti

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Di

Amnestydella Redazione

Nella Germania di Angela Merkel i crimini d’odio sono in continuo aumento, lo afferma un recente rapporto di Amnesty International intitolato “Living in insecurity: How Germany is failing victims of hate crimes”.

Questo rapporto indica come il numero dei crimini commessi contro i centri d’accoglienza per richiedenti asilo nel 2015 (e sono 1’031) sia ben 16 volte più alto di quello rilevato nel 2013 (cioè 63). I crimini violenti a carattere razzista commessi contro le minoranze etniche o religiose sono aumentati dell’87%, passando dai 693 del 2013 ai 1’295 del 2015. Le manifestazioni contro gli stranieri si moltiplicano, e Amnesty International spiega come l’unico modo di ridurre queste statistiche sia di operare contro il razzismo che oramai si è istituzionalizzato a tutti gli effetti.

Il partito nazionalsocialista in clandestinità raccoglie aderenti, e i rigurgiti hitleriani sono presenti in sempre più persone e fasce della popolazione soprattutto nell’Est della Germania, rimasto povero e arretrato dopo la riunificazione. Ci sono poi i razzisti con la faccia pulita, quelli di Alternative für Deutschland, presi per troppo tempo poco sul serio e che negli ultimi tempi hanno regalato perle di cattiveria mista a ignoranza che hanno portato il vice cancelliere Sigmar Gabriel a dire che gli ricordano da vicino i nazisti.

Ed effettivamente, comportamenti alla mano, siamo lì. Furono i loro amichetti di PEGIDA a scambiare i giocatori della Nazionale da bambini per pericolosi assalitori islamici, ed è stato il vice presidente di AfD, Alexander Gauland, a dire in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung del difensore del Bayern Monaco e della Nazionale tedesca Jerôme Boateng che “le persone pensano sia un buon calciatore, ma nessuno lo vorrebbe come vicino di casa.” Perché? Perché nero ovviamente.

L’Europa madre dei diritti e delle libertà sta sempre più regredendo, vittima dell’ignoranza, vera matrice di ogni razzismo.

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