L’antipolitica al potere, che risate

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Di

Renzi Grillodi Jacopo Scarinci

Quanto sono rivoluzionari alle vongole i grillini che si credono alla conquista del Palazzo d’Inverno e protagonisti della vague etica al grido di “onestà-tà-tà” ma che, al netto della loro simpatica baldanza, non sono altro che emblema del niente mischiato al nulla, assurto alle cronache politiche italiane perché, come scritto da Ezio Mauro su Repubblica di ieri, una forza anti sistema vince quando non c’è più un sistema. Mica per meriti.

A Roma con Virginia Raggi si sono inseriti tra le tragedie della gestione del sindaco precedente, dimissionato dal suo stesso partito, il PD, e il sempre più grottesco centrodestra. A Torino, con Chiara Appendino, hanno vinto grazie al soccorso del centro e della destra che al ballottaggio hanno votato in massa la candidata grillina giusto per bearsi in allegria della sconfitta di un ex comunista come Piero Fassino. E qui siamo al punto. In Francia in un ipotetico ballottaggio, anche se senza proclami sulla pubblica piazza, davanti a Marine Le Pen un socialista voterebbe un repubblicano, come un repubblicano voterebbe un socialista. Anche in Ticino si è vista una situazione del genere: al ballottaggio per gli Stati, Fabio Abate ha avuto un discreto apporto da elettori di sinistra che, per evitare il pericolo Battista Ghiggia, gli hanno dato una preferenza senza preoccuparsi tanto che fosse un liberale. In Italia, con il nuovo sistema elettorale che prevede il ballottaggio tra le prime due forze, siamo così sicuri che si eviterebbe l’entrata a Palazzo Chigi della garrula banda diretta da un ex comico che la notte del voto si è fatto riprendere dalle telecamere urlando dalla finestra del suo hotel brandendo – che desolazione – un appendino in onore della neo sindaca di Torino?

Le inchieste cadute a pioggia sui sindaci a Cinquestelle di Parma e Livorno sono lì a dimostrare come declamare slogan blabla e spacciare l’essere sconosciuti come sinonimo di onestà e rigore serva a poco quando poi ci si confronta col potere. Virginia Raggi dopo una campagna elettorale passata a questionare sulla candidatura romana ad ospitare le Olimpiadi ieri ha già fatto retromarcia, Appendino dopo aver detto di tutto e di più pare si sia resa conto in sole 24 ore che banche come Unicredit e poteri forti vari sia meglio non prenderli a pesci in faccia dall’alto – alto? – di una superiorità morale tutta da vedere e provare.

Per carità, hanno vinto: governino. Provino a tutta la stampa internazionale che li ha guardati come fossero alieni che no, alieni non lo sono e che daranno una svolta etica alla Penisola così malandata. Nel mentre, molte risate.

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