LIA? Avevamo ragione

Di

Zalidi Alessandro Schirm

Noi del GAS siamo stati buoni profeti, o forse solo svegli, quando abbiamo previsto, all’avvio della LIA, che avrebbe creato più problemi che vantaggi. (http://gas.social/2016/02/22/ahi-ahi-signora-lia/).

Oggi, la legge di Zali, nata zoppa, viene anche bombardata dalla Camera di commercio della Svizzera centrale. Prima di oggi si son levate le proteste degli artigiani stessi, che oltre a vedersi imporre un’ennesima tassa di 2’000 fr. si sono beccate delle aggiunte di 300 fr. per ogni lavoro supplementare specifico svolto. In poche parole, un gessatore che fa anche lavori di piastrelle, dovrebbe pagare 2’300.- e 300 fr. aggiuntivi per ogni nuovo lavoro che andrebbe a svolgere. Resta evidente che a essere penalizzati qui erano proprio i piccoli artigiani-multitasking, e cioè coloro che fanno un po’ di tutto, come le piccole ristrutturazioni. Imponente poi era la documentazione da presentare e la burocrazia che questi documenti richiedevano.

In seconda battuta, lamentele dall’Italia perché la LIA violerebbe gli Accordi bilaterali, che non possono essere scavalcati da una legge cantonale. Per quanto stiano sulle balle, i Bilaterali li abbiamo ratificati e se vogliamo cambiarli dovremmo rivotarli.

In terza battuta, la Camera di commercio della Svizzera centrale, che minaccia di adire alle vie legali, essendo presente in tutta la Svizzera il diritto per gli artigiani di lavorare in tutti i cantoni senza discriminazione, i confederati si vedono costretti a registrarsi, pur avendo le carte in regola.

Insomma, bordate a destra e a manca da tutti, per una legge che voleva essere anti padroncini e che si ritrova a far incarognire più i suoi. Una legge fatta frettolosamente, gestita burocraticamente in modo dilettantesco e nata abortita. I mesi di attesa rischiano infatti di vederla morire più che evolvere, anche perché non si vede come dei correttivi possano riportarla al suo ruolo originale senza violare altre leggi.

Lascia soprattutto perplessi come un apparato cantonale di tutto rispetto come il Dipartimento del Territorio non sia stato in grado di prevedere i problemi che la nuova legge avrebbe creato e che erano sotto gli occhi di qualsiasi persona con un po’ di sale in zucca. Problemi che da più parti erano stati rilevati all’inizio della sua attuazione.

La fretta a volte è cattiva consigliera, e Zali rischia di perdere su più fronti: se già il discorso delle targhe alterne in settimana ha creato molti malumori, se il patentino per fungiatt è diventato una comica, la LIA difficilmente vedrà la luce come è stata ragionata. Insomma, chi non risica non rosica, ma a voler strafare spesso ci si fa male.

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