L’indipendenza secondo Pontiggia

Di

pontiggia copiadi Marco Cattaneo

Un Fabio Pontiggia in splendida forma oggi si è guadagnato la medaglia d’oro in arrampicata sugli specchi. Nella rubrica delle lettere, un abbonato gli ha fatto la contestazione più vecchia del mondo: perché il Corriere del Ticino si spaccia per quotidiano indipendente quando – l’esempio è la votazione sulla tassa di collegamento – con editoriali, interviste e commenti prende smaccatamente le difese di una parte – sempre la stessa parte? La risposta di Pontiggia è una perla assoluta, e vale la pena riportarla per intero:

“Giornale indipendente non significa giornale neutrale. Il Corriere del Ticino è indipendente da partiti, Governo, Parlamento, associazioni, ma ha una sua linea politico-editoriale, che viene espressa negli articoli di fondo. Tutti i grandi giornali sono indipendenti ma nient’affatto neutrali. Sulle questioni che animano il dibattito pubblico nel Paese prendono posizione. I contributi esterni (opinioni, lettere) non impegnano la linea del giornale. Il Corriere ha dato spazio ai pro e ai contro, pubblicando tutti – ripetiamo: tutti – i testi giunti in redazione sulla tassa di collegamento, senza censurare nessuno. E ha detto la sua in modo del tutto indipendente.”

 Da dove cominciare…

In linea di principio Pontiggia non avrebbe neanche tutti i torti: è vero che i quotidiani di tutto il mondo hanno una loro linea editoriale, simpatie come antipatie, un pubblico di riferimento. Si sa benissimo che linea abbiano Le Monde, Die Welt, Repubblica, Guardian o El Mundo. Il fatto, non da poco, è che nessuno di questi si spaccia per indipendente. Dichiararsi indipendente quando alla fine della fiera non lo si è, porta anche ad abbonati incazzati come in questo caso. Perché potrà anche essere vero che il Corriere è indipendente economicamente da “partiti, Governo, Parlamento, associazioni” ma è altrettanto innegabile che – basti leggere (strafalcioni grammaticali compresi, ma vabbeh) gli editoriali di Gianni Righinetti – l’orientamento politico ed economico sia uno e uno solo.

Ribadiamo, nessun problema: liberissimi di avere una linea, una posizione. Ma non vengano a parlare di indipendenza quando su temi economici e sociali le parti politiche difese, sostenute e approvate sono sempre le stesse. Perché oggi è stato un abbonato a protestare, domani possono essere due, tra un po’ potrebbe esserci un problema a Muzzano.

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