L’uomo che schiacciava la testa a un morto

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Di

hooligansdi Libano Zanolari

È uno di noi il cittadino europeo che, ripreso da un coraggioso cameraman in una piazza di Marsiglia il 10 giugno 2016, è protagonista di un atto fra i più crudeli mai  visti. Un uomo giace immobile al suolo. È stato colpito al capo da una spranga. Di fretta arriva  un tipo in pantaloni corti, alto, glabro:  si mette a piombo sul nemico a terra e con il tallone gli schiaccia la testa  come si fa con uno scarafaggio. Alla vista dei poliziotti, se la da a gambe.

Un agente, prontissimo, pratica un vigoroso massaggio cardiaco all’uomo esanime. È un inglese. Lotta per non morire. Abituati come siamo alla  violenza quotidiana delle guerre e del terrore, corrotti dalla continua violenza che ci propina  la televisione (RSI inclusa) facciamo fatica a distinguere la realtà dalla “fiction”. La realtà che nemmeno il più bel goal degli Europei di calcio  ci farà dimenticare è quella descritta da Quasimodo durante l’ultima Guerra Mondiale: “sei ancora l’uomo della pietra e della fionda / uomo del mio tempo. Eri nella carlinga / con le ali maligne, le meridiane di morte / t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche / alle ruote di tortura. Ti ho visto.

 In Francia  l’uomo descritto dal poeta lo abbiamo visto calpestare un uomo a terra con la testa che rimbalza più volte non perché animata, ma per il contraccolpo, come quella di un pupazzo. Per il resto tutto è chiaro: secondo il linguaggio in voga  è uno “hooligan”. “A rough, lawless person” dicono le fonti inglesi. Una persona rude, senza legge. Violento insomma. Spacca le sedie sulla testa dell’avversario. È ubriaco e sovente drogato. Lo sappiamo. Sappiamo anche che (salvo poche eccezioni…) è un nazi-fascista dichiarato: te lo fa sapere lui con piacere, con i canti e la simbologia. Dal vivo l’ultima volta l’ho visto  a Klagenfurt agli Europei del 2008 (Svizzera e Austria). L’ho osservato a debita distanza dopo aver studiato bene la piantina della città: sapevo dove scappare. La polizia austriaca, ma anche quella tedesca, lo aspettava: come ha cominciato a devastare la piazza e a picchiare, accerchiato, è stato preso e portato via. Tutto previsto, camionette comprese.

Dopo la strage di Bruxelles all’Heysel nel 1985, vittime soprattutto i tifosi juventini, la signora Thatcher in quattro e quattr’otto risolse il problema. Impacchettandoli, uno per uno. Quanto male ci fa citare (ma dobbiamo) in positivo la signora Margaret, che odiava i sindacati e i socialisti come solo certa borghesia sa odiare. Al resto ci pensò l’UEFA inibendo i club inglesi dalle coppe europee per 5 anni. Tutti sanno chi sono gli ultras, e i primi a conoscerli sono i dirigenti dei club e i giocatori ruffiani e servi della curva che vanno ad applaudire. Gli ultras servono al lavoro sporco, a intimidire e minacciare l’arbitro e gli avversari. Poi ti ricattano. Ora il ministro russo Mutko dice che i fatti di Marsiglia sono una vergogna per la Russia. Ma i tifosi ultranazionalisti (fa rima senza equivoco con fascisti) del CSKA, che nell’Unione Sovietica era il club dell’Armata Rossa, e dello Spartak (rappresentava i sindacati) li dovrebbe conoscere molto bene visto che è  Ministro dello Sport. E come mai gli inglesi schedati hanno potuto lasciare il loro paese? E i nazisti tedeschi che a Lilla hanno attaccato gli ucraini, tra l’altro non esattamente collocati a sinistra? E il fronte fiammingo filo-nazista che a Bruxelles ha disturbato una manifestazione per la pace dopo la strage jihadista del metro e dell’aeroporto? Tutti sanno che c’è un collegamento fra questi “tifosi”, tutti sanno della loro matrice. I servizi segreti non sono sempre molto democratici, è noto. Ma se ora non intervengono d’urgenza ci faranno nascere qualche  sospetto.

È vero che la minaccia jihadista ha sguarnito le difese, ma ciò che è accaduto è troppo grave. Tutto sappiamo o quasi, se non ora sapremo fra qualche anno, quando certe carte saranno pubbliche. L’unica cosa che non sappiamo è l’unica che dovremmo sapere: perché l’uomo, come dice Quasimodo, rimane sempre quello “della pietra e della fionda?” Quello che calpesta i morti?

 

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