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Mirko Matteucci, “Er tassinaro” di Rai 3

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Mirko Matteucci, in arte e al lavoro Missouri 4, è un tassista che ormai da 4 stagioni è parte integrante della squadra di Gazebo, trasmissione in seconda serata su Rai3. Barba lunga, incolta e rossa, capelli ch fuoriescono da ogni dove dall’immancabile cappellino, occhi accesi e una postura da orsone che ti vien subito a simpatia. Un buono di natura, un tassista per passione, una star a sua insaputa. È stato lui stesso ad avvicinarmi con una richiesta di amicizia in facebook e io non potevo perdere l’occasione di intervistarlo per il GAS.

Ciao Mirko, come stai?

Ciao Lucio, sono lusingato di questa intervista, a volte mi pare di stare in un sogno. Mi diverto un sacco a fare queste cose, ma sempre con il mio lavoro e la mia vita. Ce le hai le domande?

E come no, cominciamo. A proposito di lavoro, da quanto tempo fai il tassista?

Da 18 anni.

Ma il nome Missouri 4, da dove viene?

Ma niente, quando ho comprato il taxi da una signora che andava in pensione l’auto era già battezzata Missouri 4, volevo cambiarlo ma poi mi son detto: “Ma con tutti i problemi che abbiamo già, a chi frega del nome di un taxi.” E me lo son tenuto così, malgrado non sia un’amante della politica americana. Poi comunque la radio taxi a cui faccio capo è radio Tevere, quindi abbiamo tutti nomi di fiumi: Tamigi, Senna, Piave..e ovviamente Missouri 4.

Non si può dire che tu non viva sulla strada, tra la gente. Il tuo taxi è un osservatorio speciale.

Il mio lavoro mi diverte da morire, amo fare il tassista e amo stare tra la gente. Vero, ci sono anche gli aspetti negativi, come il mal di schiena e i problemi che magari hai in testa uscendo di casa. A volte però il cliente ti raddrizza la giornata, o tu gliela raddrizzi a lui. Per me il cliente deve sentirsi in un salotto, dove mettersi comodo e ascoltare un po’ di musica, fare due chiacchiere. A seconda della nazionalità mi piace variare il repertorio musicale, ora con la tecnologia in auto mi posso tenere 6mila canzoni. Mi piace regalare piccoli momenti di felicità. Poi ci sono i clienti che ti donano a loro volta felicità, soprattutto quando ci sono i bambini, loro sono i primi donatori di felicità, a loro faccio ascoltare le canzonette di Vinicio Capossela e ce la ridiamo a crepapelle. Bello lavorare così, regalando felicità.

E com’è nata questa tua collaborazione con Diego Bianchi e quindi Gazebo?

Ma niente, durante uno sciopero dei tassisti per le misure proposte dal governo Monti in mezzo alla folla intravedo Zoro (Diego Bianchi, attuale autore e conduttore di Gazebo) con berretto, sciarpa, giaccone e la tele camera in mano che stava raccogliendo materiale per la trasmissione “Show must go off”. Mi avvicino da dietro e gli dico: A Zoro! Ce l’hai la telecamera che c’è da riprende!” Lui si gira spaventato e vede questa faccia piena di peli e capisce al volo che non avrei fatto male ad una mosca. Mi dice: “Io ce l’ho la telecamera, ma tu sei tassinaro?” “Certo” gli dico “..atipico!” mi risponde, e comincia a riprendere, ero imbarazzatissimo. Qualche giorno dopo lo chiamo per fargli i complimenti per la trasmissione e mi dice: “grazie, ma tu dove sei?” “A Porta Pia” gli dico. “Io sto arrivando a Stazione Termini, mi vieni a prendere?” e come facevo a non rispondere “Arrivo!!” Da quell’incontro del tutto casuale è nata un’intervista, che si è poi tramutata in una collaborazione, ma soprattutto in una bella amicizia.

Ora a Gezebo tu conduci il TGBello, che cos’è?

Nel Tg Bello in pratica cerco di dare belle notizie, magari riportare qualche cosa di buono,con ironia. A volte sono pro-renziano.

Un rapporto privilegiato quello con il capo del Governo il tuo.

Lui è stato molto carino con me. Immagina tu, ero primo al parcheggio Taxi in attesa di clenti e chi ti incrocio? Il capo del governo (con scorta al seguito) che tira giù il finestrino dell’auto blu e mi chiama: “Mirko!” Scende dalla macchina e si lascia pure fare un piccolo video! Non mi ricordo se gli ho stretto la mano, oppure no, ero emozionatissimo, come Forrest Gump nella scena in cui incontra il presidente degli Stati Uniti. C’ho pure la barba come Forrest Gump! Poi l’episodio del 2 giugno scorso, quando durante la cerimonia mi saluta e alla fine viene, si avvicina e mi dice “Un giorno un viaggio in taxi fino a Firenze dobbiamo farcelo” . Ci son rimasto come un bambino.

Quanto abbiamo bisogno oggi di un TGBello?

In tutto il mondo ci vorrebbero, all’interno dei tg nazionali, tra morti, incidenti e scandali, l’angolo delle belle notizie. Dare speranza, comunicare felicità.

Gazebo è comunque una piccola trasmissione,ma preziosa: una piccola perla nel palinsesto RAI. I dati degli ascolti lo dimostrano. Qual è secondo te la forza di Gazebo? Cosa la distingue da altre trasmissioni?

La forza di Gazebo è che come la vedi è. Diego Bianchi è bravissimo a fare ironia e satira rimanendo comunque neutrale, senza dare giudizi, facendo si che sia lo spettatore a decidere e a dare giudizi. Ognuno dentro li da il suo meglio, fa il massimo. Da parte mia non riesco ad abituarmi ai modi e ai tempi della tv, mi emoziono ancora davanti alla telecamera, mi blocco, arrossisco. Settimana scorsa al TGBello neanche son riuscito a dare una notizia, ma va bene cosi. Non devo migliorare , voglio rimanere me stesso. Alla gente piace salire sul taxi e magari scoprire che Missouri 4 esiste davvero, che Mirko è davvero un tassista di Roma. Io mi sento, e credo di esserlo, la parte popolana di Gazebo. Se devo riassumere in una parola sola il successo di Gazebo direi: Genuinità.

Finiamo buttandoci sull’attualità. Il 5 giugno ci sono le elezioni amministrative a Roma. Non ti chiedo per chi voti ma, tra Marchini (candidato FI), la Meloni (candidata LaDestra) e Giachetti (candidato PD), con chi faresti un giro in taxi, con chi andresti a predenre una birra e con chi condurresti il TGBello.

Che domandone! Non me l’aspettavo, mi metti in difficoltà, però una risposta te la voglio dare. Il giro in taxi lo farei con la Meloni. Ne ho portati in giro di politici, ma lei non ancora. Poi in taxi la gente si scioglie e anche il politico smette per un po’ i panni istituzionali, magari è l’occasione per conoscerla meglio. La birra la berrei con Giachetti, con cui credo di avere più affinità e quindi più cose di cui parlare, mentre il TGBello lo condurrei insieme a Marchini, perché non si può dire che Marchini non sia bello, lo dicono tutte le donne!

L’intervista finisce qui, ti ringrazio per la tua disponibilità e ci si risente presto!

Grazie a te! Un saluto caro e pace interiore a tutti!

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