Opinione Liberale: “Je suis Adriana”. Povero Franscini

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Di

Adriana Sartoridella Redazione

Non si fa in tempo – ieri sera – a sentire al “Quotidiano” che Opinione Liberale non riscuote più successo, che Cattaneo sta pensando a un altro progetto, che l’informazione del PLR non funziona bene, che il giorno dopo il settimanale di partito ospita un intervento anonimo che prende strenuamente la difesa della leghista Adriana Sartori (http://www.ticinonews.ch/ticino/292232/je-suis-adriana).

Il testuale “Je suis Adriana” viene così motivato dal simpatico anonimo: “Mi è salita la paura che un giorno di questi – in qualche modo volontario, o magari no – io possa offendere i migranti, le donne, i musulmani moderati, i praticanti di uno sport di nicchia o qualsiasi altra minoranza oppressa, e che in pochi minuti mi debba trovare bullizzato da una folla di stronzi indignati e armati di connessione a internet”. Intendiamoci: che di stronzi in giro ce ne siano è chiaro quasi come quanto il sole sia caldo. Il problema è che, in questo caso, definire “stronzi indignati” quelli che hanno chiesto semplicemente delle scuse e delle dimissioni a una politica, una rappresentante del popolo che non ha espresso un’opinione, ma una solenne idiozia, non rende onore all’aggettivo “liberale” di cui tanto si fanno vanto.

Parla di bulli tirandosela da Emile Zola, l’anonimo. I bulli sono quelli che ricordano storie di ministri inglesi o scandinavi che si sono dimessi per molto meno o quelli che ogni domenica mattina usano il manganello contro tutto e tutti? I bulli sono quelli che chiedono un briciolo di umanità a certa politica o i profili fake che albergano su Facebook inneggiando a barconi rovesciati, falò con i migranti e altre delizie che caratterizzano quelli che Bignasca chiama “pseudoleghisti” suscitando risate a crepapelle?

Povero PLR, povero Stefano Franscini. Sic transit gloria mundi.

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