Opinione Liberale rinnega

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Di

cattaneodella Redazione

Dell’articolo di Opinione Liberale che ha puntato il dito contro chi ha attaccato la consigliera comunale leghista Adriana Sartori per il suo squallido post su Facebook sui migranti morti in mare ci siamo già occupati (http://gas.social/2016/06/10/opinione-liberale-je-suis-adriana-povero-franscini/).

Il problema però rimane, e appunto per questo oggi abbiamo contattato il segretario del PLR e direttore di Opinione Liberale, Andrea Nava, il quale al telefono ci ha offerto spiegazioni non molto convincenti. “Io, Opinione Liberale e il PLR ci dissociamo in ogni modo e condanniamo le parole di Adriana Sartori” attacca Nava, affermando come “la rubrica ‘Politicamente (s)corretto’ offre provocazioni e ha l’intento di lanciare dibattiti. In questo caso abbiamo voluto far notare come spesso sul web esista una sorta di giustizialismo fai da te che è da condannare come le parole di Sartori”. Non è, come già detto, una difesa convincente. Sì, su internet girano personaggi di dubbio gusto e qualità, è chiaro: ma perché Opinione Liberale se l’è presa contro chi, per una volta, aveva ragione da vendere? Perché, con tutti i casi di razzismo, odio, ignoranza, insulti a valanghe con i quali siamo confrontati quotidianamente sul web il settimanale del PLR ha deciso di attaccare persone che hanno denunciato la cattiveria gratuita e la sconvenienza delle parole di Adriana Sartori? Inoltre, in pochi sapevano che la rubrica in questione fosse all’insegna della provocazione: uno non può pretendere di lanciare il sasso e togliere la mano. La bellezza del provocare, arte anche a noi ben nota, sta nel difenderle le provocazioni. Ma, soprattutto, nel lanciarle nella giusta direzione: in questo caso non è decisamente andata così. Non è il massimo sostenere contemporaneamente che una politica ha detto cose ingiustificabili e che chi l’ha attaccata è altrettanto condannabile. E, soprattutto, è imitare il Mattino più che essere provocatori.

Imitare il Mattino? Eh sì. Il settimanale di via Monte Boglia ne ha fatto una bandiera: maggioranza relativa in Consiglio di Stato? Governikkio! Truppe cammellate in Gran Consiglio? Parlamentikkio! Il Mattino rispecchia il pensiero di ministri e municipali? No, son provocazioni! Però c’è un però. Se il venerdì Opinione Liberale pubblica uno scritto in pieno “stile Mattino” e il domenicale leghista, due giorni dopo, gli spala palta addosso in una “Chicca” a pagina 3, c’è qualcosa nella strategia liberale che non torna.

In tutto questo, si inserisce il progetto di Rocco Cattaneo di cambiare la comunicazione del PLR. A chi è stato affidato il progetto di pensare al piano editoriale/finanziario di un settimanale gratuito? A Marco Bazzi, molto vicino alla Lega. Insomma, fateci capire: da che parte volete andare? Perché volete rivoluzionare il vostro modo di comunicare per poi iniziare a usare i metodi del Mattino e chiedere consulenze a un loro amico?

Perché Bazzi? Il PLR non ha più nessun giornalista o editore cui chiedere consigli? Che fine hanno fatto tutti i giornalisti di cui è stata infarcita la RSI nei loro anni d’oro, quelli del Corriere, gli ex de Il Dovere? Che la situazione sia confusionaria a dir poco è lì da vedere, e sarebbe carino sapere cosa ne pensano i (pochi) radicali ormai costretti a far presenza in un PLR che è sempre più PL. Per cosa stia quella L, vedete voi.

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