Per tutti quelli che “aiutiamoli a casa loro”

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Di

africanojpgdella Redazione

Quante volte ci è toccato sentire, riguardo a migranti e profughi, frasi tipo “Aiutiamoli a casa loro”, “I nostri in difficoltà sono rimasti nel loro Paese a resistere”, “Da loro non c’è la guerra, cosa vengono a rompere”? Tante, troppe.

Un comunicato di Medici Senza Frontiere ci ha informato, pochi minuti fa, della situazione nel Borno State, in Nigeria: un’emergenza umanitaria che ha colpito 24 mila sfollati. Sono centinaia i bambini malnutriti, e oltre 1’100 persone sono state trasferite per ricevere cure mediche.

Tre giorni fa una delle équipe mediche di MSF è riuscita a prestare soccorso per alcune ore nella città di Bama, in Nigeria, dove queste 24 mila persone, tra cui 15 mila bambini (4’500 hanno meno di cinque anni) hanno trovato un momentaneo rifugio. Di questi bambini ne sono stati trovati alcuni gravemente malnutriti, il 19% di loro a rischio di morte.

Ghada Hatim, capomissione di MSF in Nigeria, afferma infatti come “Bama è una località estremamente isolata. Ci hanno detto che molte persone, compresi bambini, sono morte di fame. Stando ai racconti degli sfollati alle nostre équipe, nuove tombe compaiono ogni giorno. Ci hanno detto che in un solo giorno possono morire anche 30 persone per fame e malattia.” Sì, tombe. All’arrivo a Bama, MSF ha contato 1’233 sepolture scavate vicino al campo solo nell’ultimo anno, delle quali 480 per dei bambini. “E dal 23 maggio a oggi” – continua MSF – sono morte nel campo di Bama almeno 188 persone, circa sei al giorno, soprattutto per diarrea e malnutrizione.

Senza retorica, i vari “aiutiamoli a casa loro” forse queste cose non le sanno. O non le capiscono. Non capiscono cosa voglia dire controllare centinaia di bambini e scoprire che “il 66% è risultato affetto da malnutrizione, per il 39% in forma grave”. Questa è la vita quotidiana della gente che da noi in Europa cerca solo la possibilità di sopravvivere, e di dar da mangiare al proprio bambino. Ricordiamocelo sempre.

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