Sarkozy non la dice tutta

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Di

Sarkozydi Jacopo Scarinci

Nicolas Sarkozy, intervistato oggi da La Tribune de Genève, afferma come gli ultimi eventi – la strage di Orlando e i due poliziotti uccisi in Francia a Magnanville – non abbiano fatto altro che dimostrare come ormai si sia in guerra. “La nostra democrazia è sotto attacco”, e per “nostra democrazia” s’intenda l’Occidente sempre più ferito e sempre più incapace di dare risposte.

Sicuramente. Che però lo dica, con grandeur e prosopopea, proprio l’ex Presidente francese stona un po’. Era il pomeriggio di sabato 19 marzo 2011 quando all’Eliseo Nicolas Sarkozy annunciò l’inizio delle operazioni militari in Libia. Non più un Gheddafi, signora mia, non più lesioni dei diritti umani annunciò colui che si credeva un Bonaparte ma finì a casa per mano del primo Hollande di passaggio – per dire. Diritti umani che poco o niente gli interessavano: le malelingue e un’inchiesta della magistratura francese sostengono fiere che l’attacco a Gheddafi fu frutto della paura che il leader libico svelasse quantità (e qualità) degli assegni staccati per le campagne elettorali sarkozyste. Qualche sovranista italiano sostiene – confortato da una delle migliaia di email di Hillary Clinton desecretate il 31 dicembre 2015 – che l’intervento militare fu promosso per soffiare petrolio, concessioni e soldi, tanti, all’Italia per tenerla ben confinata ai margini dell’Europa che conta.

Insomma, un gancio destro a un vespaio per suo vezzo personale, con a rimorchio una NATO che mai capì forza e portata di quel che stava accadendo. Gancio destro che trovò compimento con la morte del rais libico. Da quel vespaio è uscito gran parte del caos che viviamo in questi giorni e dal quale Manuel Valls, Primo ministro francese, ha sostenuto impiegheremo una generazione per uscire. La Libia oggi è un dramma umano e politico in mano un po’ al Califfo, un po’ al governo di Tobruk e un po’ al governo di Tripoli. È luogo principe di scafisti e sfruttatori di profughi, porto dove salpano speranze e paure, uomini e fantasmi.

Oggi Sarkozy denuncia che i nostri valori sono in pericolo, e sarà anche così – chissà. Ma altrettanto innegabile è che quell’azione in Libia provocò l’instabilità che ha poi spianato la strada all’avanzata fino a Tripoli di un Califfato che manco ci credeva.

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