Single ai tempi di Facebook

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Di

Donna profumodi Mirabal

Sarà un caso che dalla mia iscrizione a Facebook, a parte periodi più o meno brevi di storielle senza importanza, io sia single? Inizio a pensare che in realtà il nesso ci sia. Ok, non ho più 20 anni e il fatto di essere una mamma single che lavora a tempo pieno probabilmente influisce, ma che ci sia altro?

Le occasioni per uscire con le amiche sono sempre più rare: tutte sono sposate e con bambini più o meno piccoli da accudire e, quando si esce, finiamo con il parlare di pannolini, poppate, asilo e scuola a seconda del bambino oggetto della discussione (il range va dagli 0 agli 8 anni). Amiche single con cui “andare a caccia” non ne ho, quindi, a parte il lavoro, le uniche occasioni per socializzare restano la spesa, il viaggio in treno giornaliero e internet. Affrontiamoli con ordine (tanto i primi due si liquidano in fretta).

La spesa. Tanto per cominciare non ho ancora imparato a riconoscere i cestini da single, ma il guaio è che, andando a far la spesa al volo 10 minuti prima della chiusura, la mia attenzione è concentrata sull’ottimizzazione al massimo del tragitto tra gli scaffali per potermi ricordare di prendere tutto. Slalom tra gli scaffali in perfetto stile Pirmin Zubbriggen, arrivo alla cassa trafelata e potrebbe esserci Brad Pitt davanti che non me ne accorgerei nemmeno. Se poi per qualche strano caso della vita dovessi accorgermene e quello magari mi sorridesse pure, state pur certi che sarebbe la volta che sul rullo, invece di fichissimi cibi da single monoporzione, metterei una confezione gigante di assorbenti e un pacco famiglia di patatine chips alla paprika.

Il viaggio in treno. Tutti hanno la testa china sul telefonino. Impossibile persino riconoscere un parente, figuriamoci conoscere qualcuno di nuovo. Alla faccia della pubblicità della Tilo, dove i due, oltre a trovare sempre il posto per sedersi (pura utopia!), si innamorano perdutamente l’uno dell’altra giorno dopo giorno.

Quindi, non essendo capace di andar per bar da sola e non amando la palestra, ecco che resta solo Facebook per conoscere persone. Ed effettivamente funziona! I mortoni non mancano mai. Non serve neanche mettere una foto di profilo photoshoppata con tutta la mercanzia in vista (decenni di femminismo buttati alle ortiche con una sola frase)!

Liquidati i mortoni, si conoscono pure uomini interessanti. Fin troppo interessanti: quelle persone con cui passi ore e ore a chattare. Uno con cui puoi parlare con scioltezza di qualsiasi argomento: dalla politica svizzera all’ultima puntata del telefilm preferito da entrambi (che caso!), dal tuo amore sconfinato per i film di Ken Loach alla ricetta degli gnocchi della nonna, e pure di argomenti piccanti. Il tutto con una naturalezza di cui non ti capaciti. Uno per cui trascuri il sonno (immaginandoti di trascurarlo in altri modi) e che ti fa chattare fino alle 3 del mattino nonostante la sveglia impostata alle 6 e i crampi ai pollici. Uno che finalmente la pensa come te sulla politica e le questioni che ti stanno a cuore mentre nel mondo reale ti sembra di incrociare solo leghisti. Un’occhiata alle foto… sembra pure carino… vedi che anche lui ha guardato le tue foto perché ha messo “Mi piace” a una foto del 2010 (illuso!… il tempo passa per tutti). Che fare ora? Ci si incontra? Ma certo, dopo le settimane passate a chattare sarà come incontrare qualcuno di conosciuto, sarà naturale e non potrà che andar bene, perché l’attrazione intellettuale è la cosa più importante, ed è quella che darà il La a tutto il resto, proprio come nel film C’è post@ per te con Meg Ryan e Tom Hanks.

Ci avete creduto? Ma bravi… che illusi!

Perché, arrivati all’aperitivo, nella migliore delle ipotesi vi accorgete che, essendovi già detti di tutto e di più, vi sembrerà di aver davanti la vostra migliore amica. Nella maggior parte dei casi, invece, vi accorgerete che in realtà manca la scintilla. L’attrazione fisica, quella componente animale, che fa sì che una persona ci piaccia. Perché in fondo è una questione di chimica, non solo di testa. Settimane o mesi di chat, di sogni e di illusioni, di film girati nella nostra testa con mille finali diversi, che poi si concludono con un imbarazzato aperitivo (o peggio cena se eravate stati tanto ottimisti). Tornati a casa ci sarà ancora qualche messaggio di circostanza… e poi addio, si ritorna nell’oblio. Se invece uno dei due la scintilla l’ha avuta è ancora peggio e il distacco sarà meno indolore ma comunque inevitabile.

Risultato: sempre single… Ma la speranza non muore mai e basterà la notifica di arrivo di un nuovo messaggio per far ripartire un altro film.

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