Teniamoci stretto Valon Behrami

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Di

Messi Behramidi Jacopo Scarinci

Dopo aver sparato un missile in curva nella sequenza di rigori che ha sancito la sconfitta della sua Argentina nella finale di quella carnevalesca punizione divina che è la Coppa America, Leo Messi ha decretato la propria Mexit: addio alla Selecciòn.

Parrebbe acclarato che lontano dalla pantomima catalana Messi collezioni sconfitte in serie: siamo a tre finali in tre anni, dove in nessuna di queste è stato neanche lontano protagonista. Ha gettato la spugna l’argentino dal pedigree perfetto: nato povero e con una malattia, guarito grazie al calcio, provinato e cestinato dal Como (tutto vero), svezzato e plasmato in Catalogna – oh che bella storia. Pupillo di Maradona Diego Armando, simbolo di una nazione, schiere di idioti si sono tatuati la sua faccia su svariate parti del corpo. E lui che fa? Terza finale persa in fila e adiós hombres, vedetevela voi che io son troppo figo per giocare con delle mezze calzette, preferisco evadere il fisco in pace d’Iddio su uno yacht. Scelta sua, patetica finché si vuole ma scelta sua. Va bene.

Epperò in Svizzera ci hanno fatto due palle così per settimane – e a ciclo continuo ogni salvifico anno pari che ci porta Europeo o Mondiale – sui nostri calciatori che non cantano l’inno, che sono albanesi, naturalizzati, irrispettosi e magari nel 2009 hanno pure parcheggiato in doppia fila. Ebbene, ce lo ricordiamo tutti Valon Behrami in lacrime dopo l’eliminazione contro la Polonia di sabato dire alla RSI che ha provato in ogni modo a onorare il Paese che l’ha accolto quando aveva quattro anni, la nazione che sente sua, la squadra che ha sempre visto in lui fiera guida e leone, tallonatore e staccacaviglie, artefice di quella meraviglia che fu il gol di Seferovic all’Ecuador due anni fa. Lo sconforto di Behrami e la Mexit sono la risposta ai Marco Chiesa, alle polemiche da cortile sull’inno, alle noie mortali sui naturalizzati.

La Svizzera ha un naturalizzato che butta anima e cuore in campo, che piange commosso per non essere riuscito a ripagare madre Elvezia dell’accoglienza a lui data. L’Argentina ha un viziato bimbominkia che dopo aver perso tre finali se ne va portando via il pallone, come l’arrogantello a scuola.

Questi sono fatti. Non opinioni.

http://www.rsi.ch/sport/euro-2016/svizzera/Le-lacrime-di-un-campione-7665551.html

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