Un prete, una pastora, un imam e un rabbino hanno benedetto un binario morto

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Di

religionidi Polluce

È una barzelletta? No, è la sacrosanta verità. Ci hanno cerettato lo scroto per settimane con la benedizione di sta benedetta galleria. Manca il pastore protestante. E allora mettici la pastora, così risolviamo anche con le quote rosa. E gli atei? Mettici l’ateo. Mettici l’ateo? Si sono scartavetrati le meningi per qualche minuto cercando di capire chi potesse rappresentare gli atei. Non c’hanno capito un cazzo e hanno mandato un funzionario del Dipartimento dei trasporti.

E poi è toccato all’imam, che era previsto fin dall’inizio, ma tutti a sbarellare per le sue amicizie. Rappresenta solo due musulmani su millemila, lui e la moglie. Chissà cosa dirà nella sua lingua, magari i binari si offendono. È andato in vacanza coi jihadisti. Si farà esplodere. No, non si farà esplodere ma dirà lo stesso Allah akbar. Non ce l’avevate un altro imam? Non mandate nessun imam, dicevano altri. Spalancatori di tunnel… Vabbè, alla fine l’imam è rimasto. Sul prete, invece, non se l’è presa nessuno. La chiesa cattolica è passata così di moda che non riesce più a indignare nemmeno se prova a infilarlo nel buco più lungo del mondo. Qualche problema l’hanno avuto col rabbino. Che, pur avendogli offerto il viaggio, pretendeva di presentare il metà prezzo.

Teh, alla fine li hanno messi tutti d’accordo. E chi non lo era è rimasto fuori (coi granconsiglieri). Eccoci quindi al primo giugno, il grande momento. Li hanno messi su un furgonello e li hanno portati a benedire sto tunnel. Tanto per iniziare lo hanno fatto alla mattina presto, ben prima dei festeggiamenti. Per motivi di sicurezza. Se anticipavano ancora un po’ facevano il vespro. Il furgonello si infila nella montagna. Qualche dubbio nella mente dei nostri religiosi è sorto: dove minchia ci stanno portando? Dove cristo sono i binari? Motivi di sicurezza, gli hanno risposto. A un certo punto eccolo, un binario! Ma uno di numero. Che cazzo è? Una ricostruzione. Come una ricostruzione? Ma sì, un modellino. Un troncone lungo dieci metri con dieci metri di binario. Un binario morto infilato nel più profondo dei buchi del culo del Gottardo. Tale e quale alla galleria più lunga del mondo, solo che (e non ne ha parlato nessuno) questa era la galleria più corta del mondo. Dieci metri e ventotto centimetri. E cos’hanno fatto sti rimbambiti? Non hanno fatto un cip e hanno benedetto una riproduzione del Gottardo. Un fake. Una sola.

Cazzo, è lo scherzo più bello del secolo. Verrebbe da dire che allora dio esiste!!! E questi, nessuno che si indigni, l’hanno benedetta. O santa madre. Hanno sputato i loro improperi, spruzzato l’acqua, hanno favoleggiato ringraziando ogni sorta di divinità. E hanno sorriso ai fotografi. Questa è la parte più bella: uno stronzo di fotografo ha iniziato a indietreggiare. “Così vi tengo dentro tutti”, gli ha detto. Vai indietro che vai indietro e voilà, nelle foto si è visto tutto. Tutto il mondo ha visto che era una finta. All’universo è stata svelata la benedizione farlocca. Pare che non se la sia presa nessuno. Ma chi lo sa, non sono mica cristiano, forse è normale che quando ti arriva il prete in casa lo mandi a benedire la fossa settica. Buongiorno benedizione! Sì, aspetti che scarico.

E così ho gioito. Perché quelli dell’ufficio federale dei trasporti sono dei cazzo di geni. Sì: li hanno presi per il culo. Un po’ come con Beltraminelli e il suo taglio del nastro. Da buoni diplomatici non potevano dire la verità. Che una delle opere ingegneristiche più sofisticate e ambiziose del nuovo millennio è esclusivamente opera dell’uomo e non ha bisogno delle loro puttanate, perché è protetta dai calcoli dei fisici, santificata dalle finezze dei geologi, lodata dai teoremi della statica, glorificata dai limiti della dinamica. Non potevano dirgli “scacco matto ebeti”. Così li hanno portati a fare un giretto in un diverticolo della montagna. Sotto alla galleria. Li hanno inzuppati nello scantinato del Gottardo e li hanno fatti giocare con le loro formulette. Formulette beoti!

Non l’ha fatto nessuno finora, così voglio farlo io. Grazie a chi ha avuto questa pensata. Sei il mio idolo. Hai ridato alla scienza ciò che è suo. La sua festa. La sua incoronazione. Senza stronzi e senza santi. Oggi, anno del signore 2016, finalmente l’essere umano sapiens sapiens si è redento dopo millenni di peccato. Oggi è come se Noè fosse salito da solo sull’arca ammazzandosi di seghe fino all’estinzione dell’umanità. Scatto matto Dio, Allah, Yahweh.

Courtesy: il Diavolo 2016

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