E noi, al posto loro?

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Di

guerra di spagna

di Werner Weick

Il 18 luglio di 80 anni fa, il golpe militare dei generali contro il governo repubblicano spagnolo segnò l’inizio di una guerra civile che ben presto divampò in una guerra civile internazionale.

A quel conflitto parteciparono anche 8oo svizzeri e un’ottantina di ticinesi.

Perché sacrificarono la loro tranquilla sicurezza di svizzeri? Bisogna ricordare che in quegli anni Hitler era già saldamente al potere in Germania, Dolfuss soffocava con le armi le minoranze politiche in Austria, Mussolini faceva uccidere i suoi oppositori; nel nostro Paese erano attivi 19 movimenti fascisti.

Per i volontari di tutto il mondo e quindi anche per gli svizzeri accorsi in difesa della Repubblica spagnola bisognava finalmente erigere un fronte contro il dilagare del fascismo e mostrare che la democrazia andava difesa, se necessario, con le armi. Le menti più lucide come quella di Carlo Rosselli (poi assassinato insieme al fratello Nello dai sicari di Mussolini) sapevano quello che oggi più nessuno osa negare, e cioè che il conflitto era, per il nazifascismo, la prova generale della successiva aggressione all’Europa. 120 svizzeri, tra cui 15 ticinesi persero la vita in terra spagnola.

Al loro rientro in Svizzera, 315 volontari furono condannati a pene detentive per la loro partecipazione al conflitto. Ma quando le dittature si fecero minacciose molti furono reclutati in tutta fretta e spediti sui confini: la loro esperienza di guerra ora poteva tornare utile…

Il Consiglio federale non ha mai riabilitato i volontari della guerra civile spagnola, sia per questioni giuridiche, sia perché non lo riteneva necessario.

Nel 1979 il Gran Consiglio ticinese votò invece  una risoluzione in cui si rese omaggio a quanti vollero opporsi all’affermazione della dittatura nazifascista.

Da quell’anno, una stele di Flavio Paolucci ricorda sul Monte Ceneri i quindici ticinesi caduti nella guerra di Spagna: Diego Bellotti – Francesco Bizzozero – Andrea Cetti – Edoardo Gaffuri – Luigi Gerla – Giuseppe Jopiti – Luigi Maspoli – Enrico Medici – Giuseppe Mombelli – Emilio Paroni – Primo Pini – Miro Rodoni – Numa Rossi – Leonardo Schäffli – Mario Signorelli.

 

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