Burkhalter? Meno palle della Boldrini

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Di Corrado Mordasini

“Aver trattato con la Turchia sui migranti è stato un errore perché quel Paese non aveva i requisiti civili. È stato un derogare ai propri principii e alla propria autorevolezza. Quello che si sarebbe dovuto garantire ai migranti non viene infatti garantito neanche più ai propri cittadini”

Ha dichiarato recentemente Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati italiana.

Ed era ora che qualcuno lo dicesse. Come con la Libia, l’Europa non può infischiarsene girando la testa e pagando dei “mercenari” per fare il lavoro sporco. Erano infatti note a tutti le condizioni in cui versavano i profughi sulle coste libiche: taglieggiati, torturati, a volte assassinati da militari e polizia senza scrupoli, mentre l’occidente foraggiava lo Stato di Gheddafi e, come faceva Berlusconi, addirittura lo riveriva. Vogliamo fare altrettanto col sultano Erdogan? Valoroso baluardo contro i profughi di guerra siriani? A quando le fucilazioni pubbliche, visto che ogni giorno un tassello del muro dei diritti civili si sgretola?

E in tutto questo brutto pasticcio che sa tanto di umiliazione, il nostro ministro degli Esteri Didier Burkhalter riesce a distinguersi ancora di più per avere poca spina dorsale:

“Il problema è che Burkhalter vuole essere ben voluto da tutti, Prima chiama sempre Bruxelles e Berlino per vedere che aria tira”. Scrive l’UDC Claudio Zanetti. Rincara il socialista Manuel Tornare: “Come facciamo a parlare di diritti umani e poi tacere quando questi non vengono rispettati?”

 Burkhalter dal canto suo timidamente e molto elveticamente dichiara:

Il rischio ora è che la repressione dopo il tentato colpo di Stato sia eccessiva e al riguardo abbiamo espresso la nostra preoccupazione. Ma bisogna mantenere la calma, seguire la situazione con attenzione e non gridare al lupo”.

Certo, manteniamo la calma e non gridiamo al lupo. Bisogna arrivare almeno a 15’000 arresti (abbiamo già superato i 13’000) tra polizia, militari, magistrati, giornalisti e docenti universitari. Cosa c’entrino questi ultimi col colpo di Stato lo sa solo lo “strategico” Erdogan. Burkhalter marchia come antidemocratico il colpo di Stato. Qualcuno forse dovrebbe spiegargli bene cosa è la democrazia. Prima che un lupo se lo mangi.

 

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