Il Mattinonline, Jacqueline Fehr e il limite dell’odio

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Di

fehr jacqueline

di BM

Sì, ho la brutta abitudine di andare sulla pagina del Mattinonline. È più forte di me, a volta mi rovina giornate e serate, ma sento il bisogno di vedere con i miei occhi fino a che punti bassi possono spingersi gli accaniti sostenitori del Circo Lega.

Ebbene, qualche sera fa mi imbatto nel post “La Kompagna sbrocca: lo Stato riconosca l’Islam e dia un finanziamento pubblico” riferito a Jacqueline Fehr. Aldilà del solito articoletto da compitino del bravo allievo leghista (e ho letto con i miei occhi che ci sono redattori del Mattino che si credono giornalisti), il tripudio di commenti che inneggiavano alla morte della Consigliera socialista non si contavano, così come gli insulti e il vomito di rabbia e volgarità. Uno schifo.

Purtroppo fino a qui niente di nuovo, ma già ci sarebbe da intristirsi a pensare che un partito politico sia riuscito a modellare così, sotto forma di automi che si esprimono a K e parolacce, una bella fetta di elettorato.

Ho voluto scavare un po’ più a fondo e sono andato a ripescare l’intervista “incriminata” alla povera Fehr, (http://www.blick.ch/news/politik/die-zuercher-sp-regierungsraetin-jacqueline-fehr-will-mehr-kontakt-zu-muslimen-wir-pruefen-eine-islamische-gemeinschaft-anzuerkennen-id5299918.html) dove di quello che dicono quelli del Mattino non c’è ombra. O meglio come al solito tramite populismo, pressapochismo, ignoranza e mancanza di deontologia i simpatici redattori di Quadri hanno stravolto completamente il senso delle parole della Consigliera socialista.

Ad una domanda del giornalista sulla possibilità di riconoscere l’Islam come religione di Stato, la Consigliera ha risposto che questo potrebbe facilitare i controlli perché le entità religiose riconosciute devono rivelare finanziamenti, strutture e garantire trasparenza. Il problema è che ad oggi la comunità musulmana è troppo frazionata e quindi difficile pensare di riuscire a riunirla sotto un unico cappello. Bisognerebbe prendere esempio dalla comunità musulmana bosniaca che ha una struttura simile alla Chiesa Cattolica svizzera, secondo Jacqueline Fehr.

Altro passaggio interessante è quello sulla figura degli Imam che secondo Fehr “devono soddisfare determinati requisiti per predicare in una Moschea a Zurigo”. Bisogna capire chi sono questi Imam, dove si sono formati, e sì, Fehr parla anche di contatto con i musulmani (pensa te che razza di essere umano è questa Jacqueline Fehr che vuole un contatto con altri esseri umani di una cultura diversa): conoscere chi sono gli Imam svizzeri è fondamentale più che schedarli. la Consigliera parla di un contatto personale con gli Imam per chiarire che loro sono “parte della nostra società e, pertanto, noi ci aspettiamo che si assumano con noi la responsabilità per una convivenza pacifica”.

Ma attenzione, perché il finale che abbiamo scelto è gustosissimo. Il giornalista le chiede se si offenderebbe se un bambino musulmano si rifiutasse di stringerle la mano. Jacqueline Fehr risponde che a livello culturale lo capirebbe, come capirebbe un giapponese (anche loro non amano il contatto fisico). Tuttavia nel caso della scuola, mettendosi nei panni di un’insegnante, secondo lei, bisognerebbe sensibilizzare i ragazzi di altre culture a non sottrarsi alle abitudini e alle tradizioni culturali svizzere (compresa la stretta di mano).

Ma ecco ciò che mi chiedo io, a proposito di politici e affermazioni: è davvero normale che un politico come Lorenzo Quadri (pagato da tutti i cittadini) possa fare il Direttore di un giornale/portale basato su menzogna, rabbia, cattivo gusto che ogni giorno avvelena il Ticino a suon di bugie e violento populismo? E questo rigetto di odio e fandonie sotto forma di pseudo giornalismo può ancora andare avanti? Non siamo arrivati ad un limite pericoloso?

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