La gelosia di Lorenzo Quadri e gli estremisti di destra

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Di Alessandro Schirm

Mi scuso per il guazzabuglio che vado a riportare che ha però un suo fondamento in un filo logico che ormai si trascina da anni.

Prendo spunto da due fatti: il primo, sull’attentatore di Monaco di Baviera, la cui ideologia sarebbe proprio all’opposto di quella islamica. Secondo le indagini infatti, il tedesco-iraniano avrebbe avuto simpatie naziste e si riteneva una razza superiore rispetto agli “arabi” (gli iraniani appartengono al ceppo indoeuropeo NdR). Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung era anche fiero di essere nato il 20 aprile, lo stesso giorno di Adolf Hitler. Le sue vittime sarebbero infatti mirate, essendo in gran parte di fede musulmana.

Il secondo è la stizza di Lorenzo Quadri, alla notizia delle misure draconiane proposte in parlamento dal PPD in merito all’immigrazione e alla libera circolazione. E Quadri ha ragione, almeno dal suo punto di vista, perché queste misure proposte dal PPD, sono anche peggio di quelle portate avanti dalla Lega.

E adesso andiamo a cucire il tutto, usando come spunto di partenza il nostro recente articolo su Oreste Pejman (leggi qui), pure lui svizzero-iraniano e in odore di estremismo di destra.

Si badi bene, nessuno qui vuole anche solo velatamente insinuare che gli iraniani siano nazisti o simpatizzanti di destra, ma siamo di fronte a un’evidenza storica, che travalica la guerra di religione. Quello che succede negli ultimi mesi, finisce nel calderone del terrorismo islamico, quando spesso le motivazioni alla base di omicidi o eccidi sono le più svariate. Sembra che l’anno in corso abbia dato la stura a tutti gli squinternati, che emulando più blasonati colleghi, si divertono a fare l’attentatore, suicida o no. Dal Giappone alla Germania, dagli Stati Uniti alla Francia, c’è in atto una specie di corsa all’attentato.

Naturalmente le destre accusano i “buonisti”, che in teoria apparterrebbero a quella categoria di persone che hanno metodi meno cruenti per risolvere i problemi. Buona parte del “popolo” prende per buona questa teoria, scordandosi che quasi tutti gli attentati sono commessi da persone che hanno la nazionalità europea o che in Europa risiedono da anni. L’immigrazione recente, quella che spaventa tardivamente il PPD, non ha in realtà quasi nessuna colpa delle ondate di violenza che colpiscono i Paesi europei. Ora, oltre alla Lega, ci si sono messi anche i Popolari Democratici, o almeno una parte malsana e destrorsa di essi, a soffiare aria sul fuoco, prendendosela ancora con gli immigrati.

Su una cosa Quadri ha ragione e la storia recente ci ha insegnato: fare la politica fotocopia non paga, chi deve votare voterà sempre l’originale e non la fotocopia. Il PPD ha perso un’occasione per profilare una propria politica, fotocopiando quella leghista e proponendo inoltre in Parlamento misure estreme ed assurde, che in gran parte sono però già in atto.

Un’inutile dimostrazione muscolare per un partito che ormai non si riflette più, a parte alcune rare e pregevoli eccezioni, nello specchio della carità cristiana. Forse un piccolo promemoria andrebbe fatto:

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la Terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Eegno dei Cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi…”

Un buonista di duemila anni fa.

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