La posta del cuore del Corriere

Pubblicità

Di

Adriana Sartoridi Francesco Righetti

Si sa, la pagina delle lettere nei quotidiani è un paradiso per ogni antropologo o sociologo: ci si trova veramente di tutto, è una sorta di museo di protagonismi, sbrodolate, necessità di farsi ascoltare. Alcune sono anche istruttive, per carità. Altre fanno solo spanciare dalle risate.

L’eroe del giorno è tal Rolando Rippstein da Balerna, che sul Corriere del Ticino di oggi ne ha per tutti riguardo al caso Sartori. Ce l’ha col PS e i Verdi perché siccome perdono voti trattano così una povera anima candida che ha fatto uno sbagliuccio piccino picciò ma poi ha chiesto scusa e quindi amici come prima. Ce l’ha con gli “indignati permanenti” paragonandoli alla Santa Inquisizione. Difende la Sartori perché gli attacchi sono tutti figli dell’invidia nei confronti della Lega. Conclude affermando, e qui si cade dalla sedia per le risate, che tutto ciò che ha scritto “è frutto di una riflessione”.

Insomma, va bene tutto, chiunque ha il diritto di esprimersi e dire quel che vuole. Il problema è che però così ci si espone al ridicolo, e se non è voluto può essere un po’ antipatico. Il Nostro forse trascura il fatto che chi è insorto contro Adriana Sartori dall’Italia, dalla Svizzera tedesca, dalla Romandia e da ovunque sia arrivata questa notizia, di Balerna non sa un bel niente e saprebbe a stento indicarla sulla cartina, figurarsi se può avere anche la minima idea del fatto che lì PS e Verdi hanno perso voti.

Un’altra cosa bellamente ignorata dal mitico Rippstein è che non è essere indignati permanenti il pretendere che un eletto, un rappresentante del popolo, non si abbandoni a certi sfoghi sul web. Nel Regno Unito, in Scandinavia e in molti altri posti dei ministri si sono dimessi per un rimborso spese non autorizzato o per una colf assunta in nero: nessuno ha mai parlato di indignati permanenti. Ma di decenza.

Scopriamo con una semplice ricerchina che Rippstein è stato un insegnante di Scuola media. Il rispetto per le persone è la prima cosa che un insegnante dovrebbe trasmettere ai propri allievi, e se ci indigniamo al solo pensiero di come possa aver svolto la sua delicatissima funzione di guida per i nostri giovani uno che sostiene quanto scritto in questa lettera al Corriere, beh il problema non è nostro: è decisamente suo.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!