Le migliori di Facebook: Germania, un rifugiato siriano ammazza col machete donna incinta

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Notizia.

Un ragazzo di vent’anni si innamora della sua collega, con cui lavora in un centro di ristorazione. Lei non corrisponde le attenzioni. Lui la uccide a coltellate con un grosso coltello.

Tu dirai: ecco, anche oggi l’ennesimo caso di femminicidio, col solito animale che “punisce” la negazione della sua presunta proprietà.

Una classica, tipica, tristemente quotidiana notizia di femminicidio.

Ma c’è un “Ma”.

Il fatto accade in Germania.

Orecchie dritte.

Il centro di ristorazione è un ristorante turco. Di kebab.

Fermi tutti.

Il ragazzo di vent’anni è arrivato un anno e mezzo fa dalla Siria.

Blocca subito tutto! Prendi la notizia che stavi mettendo come trafiletto di femminicidio all’estero e mettimela in prima pagina come allarme terrorismo. Il coltellaccio da cucina me lo metti come “machete”, che fa più esotico straniero.

Cancella “lite” e metti “assalto”, che è più da operazione di guerra.

E fu così che una tragica storia di femminicidio venne trasformata in un “assalto” e utilizzata per terrorizzare e orientare l’opinione pubblica contro il nemico straniero.

Di seguito il taglio di alcuni importanti giornali italiani.

– Il Giornale: Germania, profugo col machete assalta un negozio.

– Libero Quotidiano: Paura e morte. Germania, assalto a colpi di machete, una donna uccisa due feriti

– Repubblica: Uomo armato di machete uccide donna. Assalto a colpi di machete nel sud della Germania…

– Corriere della Sera: Germania, un rifugiato siriano ammazza col machete donna incinta

– Il Messaggero: Germania, donna uccisa da un siriano con il machete…

(notare in questi ultimi due l’accostamento donna/siriano anziché donna/uomo)

Ho voluto dare un piccolo contributo a quelli che si chiedono il perché attorno a loro la gente stia acquisendo certi modi di pensare.

Accendi il cervello, spegni il razzismo.

Pier Franco Devias

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