Le migliori di Facebook: non faremo della Germania uno Stato di polizia

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Finalmente!

Anche la Germania è colpita da un attentato di matrice Daesh!

Un sollievo per tutti coloro che si auguravano ardentemente da tempo che il paese dei “buonisti idioti” fosse punito per l’accoglienza data a milioni di profughi – ora possono dirsi soddisfatti. L’attentatore 27enne siriano di Ansbach Mohammed Daleel aveva giurato fedeltà a Daesh.

Ora vediamo i fatti accertati dalla Polizia bavarese. L’attentatore era entrato in Germania nel 2014. Aveva chiesto asilo politico, mostravano diverse ferite da scheggi di granate. Aveva subito mostrato forti turbe psichiche, aveva tentato “varie volte” il suicidio – sempre da solo, tagliandosi le vene, ma in modo errato. La sua richiesta di asilo politico era stata respinta. Avrebbe dovuto lasciare la Germania, a breve, sarebbe sato riportato in Bulgaria, dove aveva chiesto la prima volta asilo, e dalla Bulgaria verso la Turchia per false dichiarazioni d’ingresso.

Aveva ottenuto finora una “Duldung”, ovvero un permesso per ragioni umanitarie, dato che era affetto da gravi patologie psichiche – finora aveva tentato il suicidio “semplice”, non allargato. Nella sua camera nella struttura di accoglienza sono stati trovati altri materiali per la costruzione di bombe, anche se non estremamente efficaci.

Sembra che si volesse vendicare per delle persone morte a causa dell’ impegno militare tedesco contro Daesh. Sono contento che Daesh lo abbia notato, a differenza di alcuni commentatori che non sanno nulla dell’impegno militare tedesco in Africa, insieme alla Francia, e in Siria, con i Tornados e l’impegno di istruttori militari per i Curdi. Se lo notano loro, vuol dire che facciamo bene. Tra i profughi della struttura aveva il sopranome “Rambo”, ma gli altri lo consideravano uno tranquillo. Raccontano che non sarebbe “mai” venuto in Moschea a pregare con gli altri Musulmani.

Ora i numeri totali per inquadrare il “rischio terrorismo da profughi”. Dalla Germania sono usciti circa 840 tedeschi per militare nello Stato Islamico. Circa un terzi di questi ha fatto ritorno, ancora vivo. Questi sono i tedeschi potenzialmente rischiosi. Rispetto ai profughi: alla polizia sono stati segnalati – in tutta la Germania – circa 60 profughi che sarebbero persone potenzialmente pericolosi nel senso terroristico, “Gefährder”. Questo numero risulta in primis da denunce fatte da altri profughi o da osservazioni del personale. Tutte le persone segnalate sono sotto osservazione, finora non risultavano situazioni pericolosi da queste persone.

Ora dai profili psicologici-criminali dei terroristi aspiranti – i volontari che sono andati in Siria a combatter per Daesh – e i gruppi radicali di Salafisti tedeschi si sa che hanno un profilo che si distingue per diversi fattori: una lunga fedina penale per reati di ogni genere, come anche quello di Ansbach,sono persone con bassissima scolarizzazione (“Loser” sociali) e con enormi problemi scolastisti, oltre alle turbe mentali spesso presenti.

Che il “Califfato “ si debba affidare ai pazzi schedati non è un bel biglietto da visita ma non cambia la natura del problema. Saltare in aria a causa di una bomba di uno svitato oppure di un “vero” terroristica islamico cambia poco dal punto di vista della vittima. Allora come reagire? Contro-domanda. È cambiato qualcosa da prima Ansbach? No. L’accoglienza di persone che chiedono aiuto è un dovere morale, umanitario. Chi non la concede, si mette al di fuori dei confini dell’umanità, torna nelle barbarie. Sono tanti che lo vorrebbero? Chi se ne importa.

Noi viviamo alla maniera di Kant con la capacità di analizzare. Guardiamo sempre i numeri. Quasi due milioni di profughi accolti in due anni. In relazione a questi numeri, poteva andare peggio. Ma non mi consolo con questa considerazione “buonista”.

Certamente ci vuole un ben maggiore controllo delle strutture di accoglienza. Chi male non fa, la polizia non teme. Ma non per questo trasformeremo la Germania in uno Stato di Polizia. Manteniamo la calma. È il nostro modo di vivere, che loro combattono.

Continuiamo a rispettare le nostre Leggi che garantiscono il diritto all’asilo politico e la nostra Costituzione (Grundgesetz) garantisce anche una vita economica dignitosa a tutti gli esseri umani sul suolo della Germania – dunque anche ai leghisti che a casa loro non lo garantiscono manco ai napoletani, dico con vis polemica.

Chi rispetta le nostre Leggi, chi impara la lingua, può restare, anche se prega un altro Dio del mio. Per chi invece desidera portare la sua guerra a casa nostra, la patria galera (tedesca) in attesa di un ritorno nella madre-patria, alla fine della guerra.

Udo Gümpel

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