L’iraniano Oreste Pejman: io merito di rimanere in Svizzera!

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Di Corrado Mordasini

Sicuramente vi ricorderete di Oreste Pejman, ex PPD poi transfugo nell’UDC. Per lui, neanche l’UDC è abbastanza a destra probabilmente, e lo dimostra strumentalizzando ogni attentato che capita, sebbene non abbia nulla a che fare con jihad, Isis o quant’altro.

D’altronde i suoi nemici sono gli asilanti e gli altri profughi più che il fondamentalismo islamico.

Ed è recente una polemica scaturita su Facebook, dove alcuni suoi ex colleghi di partito gli hanno fatto notare l’incongruenza di alcune sue osservazioni. I post di Pejman sono i seguenti:

RICHIEDENTE ASILO; MINORE E TERRORISTA (il maiuscolo è dell’autore NdR)

“Un terrorista islamico oggi ha attaccato 5 persone a colpi d’ascia su un treno in Germania.
Il terrorista era un povero e dolce richiedente asilo, addirittura un minore non accompagnato.
Quando si smetterà di accogliere tutti senza controlli e distinzioni?” e ancora: “Un richiedente asilo siriano ha ucciso una ragazza incinta e ferito due persone a colpi di machete a Reutlingen. Non ho capito se questo povero e dolce asilante è scappato dalla guerra  o è venuto a portarla da noi (in Germania NdR?)

La stoccata iniziale al buon Oreste la dà Fiorenzo Dadò:

Non ci resta nient’altro da fare che passare al setaccio vita morte e miracoli e ritirare preventivamente il passaporto ai naturalizzati Svizzeri provenienti dai Paesi a rischio. Tra questi: Iraq, Afghanistan, Pakistan, Iran. Oreste Pejman che ne dici?” (Oreste Pejman è iraniano naturalizzato svizzero NdR)

Prosegue Giorgio Fonio:

“Oreste, come mai non hai praticamente commentato i fatti dell’altro giorno mentre ora ti trovo particolarmente attivo? Che differenza c’è tra i due casi? Non sono forse entrambi dei crudeli e atroci assassini?” (Fonio si riferisce al killer di Monaco di Baviera, il tedesco-iraniano che uccise 11 persone in un centro commerciale a Monaco di Baviera, NdR)

Per Pejman ne ha anche Lorenzo Jelmini:

“Se dovessimo usare il metodo di ragionamento tanto in voga oggi, ossia “fare di ogni erba un fascio”, bisognerebbe dire: “via tutti i naturalizzati iraniani, sono un rischio, soprattutto se di destra!” Meno male che noi non ragioniamo così.”

Pejman termina con:

“…Un asilante prima di accoglierlo dobbiamo assicurarci che scappi da una guerra, che non sia un pericoloso criminale e informarci sul suo passato. Invece una persona nata e cresciuta qua è più difficile da controllare. Dobbiamo capire se è un terrorista islamico o basato su un’altra ideologia estremista o un pazzo, che è più difficile da prevenire.” E ancora: “Io differenzio tra chi scappa da una guerra e merita di essere accolto e chi invece non scappa da nessuna guerra o addirittura è un  criminale. Bisogna accogliere chi merita (sicuramente lui, NdR) e evitare di accogliere falsi rifugiati o criminali, e per fare ciò bisogna controllare chi entra in Svizzera. Chi nasce invece qui (io, NdR) normalmente cresce coi nostri valori…”

Certo come gli attentatori francesi dello Charlie Hebdò o quelli Belgi del Bataclan.

Verissimo, Oreste, comunque bisogna sempre stare attenti agli estremisti, soprattutto quei poveri e dolci estremisti di destra, arrivati, nati e cresciuti qui. Gente a cui bisogna prestare molta attenzione.

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