Lorenzino, domani userete il manganello?

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Di

quadri turchia

di Corrado Mordasini

Il giorno in cui il despota Erdogan, con il pretesto del fallito golpe, ha colto al volo l’occasione per far piazza pulita dei magistrati, probabilmente non sufficientemente asserviti al regime, nel nostro piccolo Ticino il giornale del partito di maggioranza, il cui consigliere Norman Gobbi dirige il settore della giustizia, dichiarava pubblicamente di voler sbattere in galera un giudice del Tribunale Penale Federale. Le parole sono dell’iracondo Quadri, che, con la verità in tasca e un mucchietto di “K” per speziare i suoi articoli, spara a raffica le sue filippiche:

“Il giorno dopo la strage di Nizza, a Bellinzona viene pronunciata la sentenza della vergogna! Un jihadista svizzero di carta viene condannato alla pena ridicola di un anno e mezzo di carcere con la condizionale! Ma si può essere più citrulli di così? Con queste sentenze ridicole si incoraggiano i seguaci dell’Isis! Come mai in Austria un Imam che diffondeva l’estremismo islamico è stato condannato a 20 anni di reclusione mentre da noi i legulei politika¬mente korretti emettono pene che fanno ridere i polli? Buonisti-coglionisti del piffero, vergognatevi!! Il giudice che ha emesso la condanna barzelletta contro il jihadista “svizzero” (di carta) andrebbe messo in galera assieme all’imputato!”.

Quale sarebbe la grave colpa del magistrato del Tribunale Federale, meritevole della galera senza neppure un processo? Aver emesso una sentenza ritenuta troppo mite dagli anti islamici nostrani. Noi, che la fiducia nella magistratura l’abbiamo, supponiamo che il tizio non fosse poi quel tremendo criminale, ma se Quadri pensa il contrario, potremmo fare dirigere a lui i processi.

Quadri, se ne sbatte evidentemente anche della separazione dei poteri, quella separazione che, come ci dimostrano le ultime notizie in Turchia, garantisce lo Stato democratico. I giudici, caro Lorenzino, non sono marionette al comando della politica, men che meno al comando di politici assenteisti e dallo scarso profilo istituzionale.
Vuoi una Svizzera come la Turchia? Così tra un po’ andrete in giro coi manganelli e l’olio di ricino? Si sta forse concretizzando uno dei punti del famoso decalogo del Nano, quello che indicava i tribunali come obiettivo da colpire?

L’avvocato Paolo Bernasconi, si chiede giustamente, in una lettera al Parlamento elvetico se stavolta Quadri, minacciando un giudice federale e dandogli del buonista coglionista, non abbia superato i limiti concessi a un parlamentare, uno che dovrebbe rappresentare i ticinesi a Berna. Ma davvero noi ticinesi vogliamo continuare a fare delle immani figure di palta per mano di questo omuncolo?

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