“Ormai è una situazione fuori controllo”, una testimonianza sulla strage di Nizza

Di

FRANCIAdi Jacopo Scarinci

René è francese, vive in Ticino e in estate, per due mesi, va a lavorare nel Principato di Monaco. Sua cugina abita a Nizza, a soli 50 metri dalla Promenade des Anglais, e ieri la strage l’ha scampata per un pelo. L’abbiamo contattato, e la sua testimonianza fa riflettere e rende partecipi della situazione che si vive in Francia.

René, dove sei adesso?

Io adesso sono a Monaco, per due mesi. Ieri sarei dovuto essere anche io a Nizza a festeggiare il 14 luglio, ma mi hanno cambiato il turno, e non sono più potuto andare. Ci sono stato l’altroieri però, tutto il giorno, mia cugina ci abita e vado spesso.

Com’era la Nizza del giorno prima?

Una classica città di mare e vacanza, non ho respirato un clima pesante. Anzi, era proprio leggero. Anche se sono qui per lavorare, quando sono andato là ho proprio respirato un ambiente rilassato di vacanza, non c’erano tensione né grossi problemi visibili.

E oggi Monaco come si è svegliata?

Oggi Monaco si è svegliata come sempre ma c’è un ambiente che non è il solito: turisti ne vedo pochi rispetto ad altri giorni, arrivano navi da crociera ma di turisti ne sono scesi pochi, sicuramente meno del solito.

Come ha fatto un camion a entrare nella Promenade des Anglais di Nizza, il giorno della festa nazionale?

È quello che mi domando io. Prima ero al bar e tutti ci chiedevamo come cavolo ha fatto un camion a entrare in una zona che era pedonale, con persone ovunque: non ci riusciamo a spiegare come ha fatto a superare la zona pedonale e fare quello che ha fatto in maniera così truce. Il 14 luglio è stato scelto sicuramente apposta come giorno, per fare più vittime possibili.

Erano previste misure di sicurezza speciali?

Io ho vissuto le ultime partite degli europei giocate a Nizza, lì i controlli erano altissimi. C’era molta, ma molta sicurezza con in giro la polizia e l’esercito. Hanno aspettato che finissero proprio per sfruttare quell’attimino in cui respiri, per colpire poi con una strage di queste dimensioni.

Valls ha detto che la Francia impiegherà una generazione per uscire da questa spirale, Hollande che il Paese è forte e che ce la farà. Si può continuare a dire “andiamo avanti” o arriverà il giorno in cui la misura sarà colma?

Da una parte io sono incazzato con me stesso perché mi dico che non devo fare il loro gioco, devo continuare non come se fosse successo niente, certo, ma nemmeno nascondendomi: l’avrebbero vinta loro, così. Però ho paura, è chiaro. Oggi cammino per le strade comunque con tanta tensione, anche se Monaco è certamente più sicura, sai com’è, tutti i loro soldi girano da queste parti. Sono incazzato però, e tanto, perché so che stanno vincendo.

Secondo te come si è arrivati a questo punto?

Hanno sicuramente contribuito anni e anni di politica scellerata fatta dagli uni e dagli altri, da una politica contro l’immigrazione fatta di ghettizzazioni, fatta di quartieri fuori controllo dove gli stranieri sono stati abbandonati a marcire e a covare sempre più odio verso i francesi.

Charlie Hebdo e il Bataclan a Parigi, ieri è toccato a Nizza. Perché è una città turistica e in estate è piena?

Per me è una questione che Nizza, se vuoi come Marsiglia, è una città molto multietnica, ricca anche di banlieues e brutte zone abbandonate da chiunque: questo non aiuta. Turismo ce n’è tanto, ma come ci sono tanti americani ed europei ci sono anche tanti turisti che arrivano dall’Arabia Saudita, ci sono un sacco di emiri che hanno qui le barche e sono negli alberghi della Promenade des Anglais, io stesso ne ho visti molti nei giorni scorsi.

Qual è la tua percezione, oggi?

È una situazione totalmente fuori controllo. Ieri è successo a Nizza, dopodomani può succedere a un’altra città e tutti ci stupiremo. Ci sono paura e grande tristezza.

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