Quella volta che sono andata dalla chiromante

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Di

chiromantedi Antonia Bremer

Io non volevo andarci ma mi ci ha trascinato la zia Ada, mia zia.

“Su su poche storie, cià neh, che tanto a questo punto cos’hai da perdere? E poi, ho già preso appuntamento. Mi ha detto di portare una fotografia.” Allora ho cercato una fotografia del mio cane scomparso da più di un mese e siamo andate dalla chiromante. La chiromante si chiamava Heidi – lo so, è un nome strano per una chiromante, più da pastorella veggente di entità celesti che da chiromante, però questo era il suo nome – e riceveva in una casa popolare di Morbio Inferiore.

Specializzata col pendolino, veniva chiamata anche dalla polizia come ultima risorsa per la ricerca delle persone scomparse. Aveva perfino trovato il cadavere di un uomo precipitato con l’auto nel lago vicino a Brusino. Entriamo nel piccolo appartamento, poca luce, tendoni alle finestre. Dopo aver espletato i convenevoli, pagato in anticipo – ovvio – e preso accordi, Heidi ci fa accomodare nel suo studio. Abat-jour di stoffa verde dalla quale penzola un cornetto rosso e boccia di cristallo sul tavolo, ve lo giuro!

La zia Ada, che era un po’ strega e leggeva anche le carte nel suo negozietto e che a queste cose ci credeva, si appoggia al tavolo con i gomiti e subito la chiromante la rimbrotta dicendole: “Non si appoggi per favore perché le sue energie vanno in contrasto con le mie, io e lei siamo uguali.” Gesù d’amore, aiuto, terrore, voglio andare via di qua. Io che non ho mai avuto nemmeno il coraggio di andare oltre la prima scena dell’Esorcista – per contro film cult della zia Ada – mi ritrovo qui con questa, ci manca solo che si sollevi dalla sedia o che giri la testa a 360 gradi. Do un colpo col piede a mia zia sotto il tavolo, e senza farmi vedere le sussurro “Andiamo via” ma la veggente subito mi rimprovera: “Stia ferma lei, che non riesco a concentrarmi”.

Sacripante, sono in trappola, forse riesco a scappare, la porta è dietro di me. Eh già, scappare, questa qui è mica scema, avrà chiuso la porta a doppia mandata e nascosto le chiavi. Magari è una saponificatrice di cadaveri, scompariremo, e nessuno mai ci troverà. “Datemi la foto, quale dei due è il cane scomparso?” “È qu qu qu questo…”. “In che zona è scomparso?” e intanto spiana sul tavolo una cartina geografica e toglie il pendolino da un cassetto. Punta il pendolino sulla zona, il pendolino non si muove ma l’abat-jour trema, ombre gigantesche dei nostri corpi sulle pareti, pendolino compreso. Sto cavolo di pendolino. Ma gira no?

Heidi setaccia tutto il Mendrisiotto e all’improvviso il pendolino oscilla. Ma sì va, cosa ci vuole a far girare un pendolino? Basta che dai un impercettibile colpetto di polso alla corda come per lo yo-yo e il gioco e fatto. Poi punta ancora il pendolino sulla foto e questo rallenta.
Lo rimette in posizione sulla cartina geografia e ricomincia a oscillare. Al che ripiega la cartina, ripone il pendolino nel cassetto, e sentenzia: “Il cane non sta bene, è triste e depresso, si trova nel raggio di 20 chilometri da qui e lo troverete nel giro di 15 giorni a partire da oggi.”
La zia Ada allora comincia a parlare: “Senta, perché non viene a trovarmi un giorno di questi? Così le faccio vedere il mio negozio, ho tante belle cosine da vendere. Poi volevo dirle, ma sa che questo è veramente un bel tavolo, parrebbe un Luigi XIV, dove l’ha acquistato?”

No, ma zia Ada, mocala, taas e nemm, che se vai avanti ancora un po’ ci salta fuori anche l’ectoplasma senza la testa della Maria Antonietta. Faccio per alzarmi, prendo la zia Ada per il gomito e la strattono, ma lei, imperterrita: “Mi dica, lei è in grado anche di togliere il malocchio? Mi chiami, guardi, questo è il mio numero di telefono, l’aspetto volontieri, mi raccomando, che poi le faccio le carte”. Coccane zia Ada, se non la pianti ti saponifico io.

Il cane, che ci crediate o no, l’ho ritrovato il quindicesimo giorno dalla seduta e a 10 chilometri da dove è scomparso in circostanze che a raccontarle non sembrano vere. La zia Ada è diventata amica della chiromante e le ha fatto le carte. Io non sono più andata da nessuna chiromante. Il film l’Esorcista non l’ho ancora guardato.

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