Supponente sarà Pontiggia

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Di

pontiggia copiadi Bruno Samaden

Niente, è più forte di lui: non ce la fa. Un sempre più divertente Fabio Pontiggia ieri sul Corriere ha definito i dubbi che più di qualcuno nutre sul concetto di voto consapevole “reazioni elitarie e supponenti che denotano una marcata incapacità di affrontare le difficoltà odierne e di dare risposte credibili e convincenti al malessere di una buona parte della cittadinanza.

Insomma, se nella Polonia in cui lo Stato di diritto è seriamente in pericolo non dobbiamo denunciarlo perché il partito della premier Beata Szydlo, Diritto e Giustizia, alle elezioni dell’anno scorso ha ottenuto 61 seggi su 100 e spadroneggia libero e forte del sostegno popolare?

Ma già che ci siamo prendiamo altri due esempi caldi, Ungheria e Slovacchia. Non ci vogliono lauree in Storia per ricordare di che dimensioni fu la fuga dei cittadini ungheresi dopo il 1956 e l’arrivo dei carri armati sovietici. Ferenc Puskás scappò con la famiglia, e come lui disperati, dissidenti, gente che non voleva vivere sotto il giogo di Mosca. L’Europa li accolse, uno per uno. Oggi, la stessa Ungheria alza barriere di filo spinato, schiera l’esercito ai confini e impedisce ai nuovi profughi l’ingresso nel loro Paese. Viktor Orbán, il presidente ungherese, non è salito al governo con le pistole. Nel 2014, alle elezioni, è stato votato dal 44,5% degli ungheresi ottenendo 133 seggi su 199. Auspichiamo che l’illuminato Pontiggia conceda al sottoscritto, uno che è nato nello stesso Paese di Rousseau, il sacrosanto diritto di ritenere ciò una pericolosa deriva e non semplice e spiccia democrazia.

Sappiamo bene quanto Pontiggia disprezzi il concetto di inchiesta e ricerca, ma gli assicuriamo che quanto scritto e quanto segue è rintracciabile sia su Google sia sulle bacheche pubbliche di numerosi europarlamentari. Ci riferiamo, adesso, alla Slovacchia. Il presidente nazionalista Robert Fico sta delirando sempre più su stranieri, profughi, ripartizioni di richiedenti l’asilo e vorrebbe seguire l’esempio del proprio omologo ungherese. In un incontro con una delegazione di parlamentari europei, Elly Schlein, eletta nel PD e svizzera di nascita, gli ha snocciolato qualche numerino che andiamo qui a riportare. Nel corso del 2015, sono state fatte 1,2 milioni di richieste d’asilo in tutta l’Unione Europea. Di queste, la Germania ne ha smazzate 440 mila, l’Italia 83 mila. La Slovacchia invasa? 270 (Duecentosettanta).

270 richieste di asilo e per Fico la Slovacchia è un Paese sull’orlo del caos, che deve rivendicare e sbandierare la propria identità nazionale contro il nemico assalitore. Inutile dire a Pontiggia e accoliti che Fico alle ultime elezioni, quelle del 2012, ha ottenuto più del 40% ottenendo 83 seggi su 150. A questo simpaticone, bisogna comunque aggiungere un altro 4,5% dei neonazisti del Partito Nazionale Slovacco.

Insomma, caro Pontiggia, le nostre non sono reazioni “elitarie e supponenti”. Sono commenti di chi guarda i numeri e ciò che succede in tutta Europa e, speriamo di no, in America tra qualche mese. Sono opinioni di chi conosce i fatti. Basta usare Google, si fidi.

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