The Dark Side of the Gas: La Saponificatrice di Correggio

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Di

dark side gas

di Marco Narzisi

Correggio, provincia emiliana sonnacchiosa e annoiata in quel dicembre del 1939.

Nel calderone per fabbricare il sapone una massa grassa, scusa e viscosa, corrosa e resa omogenea dalla soda caustica, ribolle da un po’, mentre la padrona di casa sfoggia la sua arte culinaria preparando fragranti biscotti da servire alle amiche. Ma quella pentola nasconde un’agghiacciante verità: mescolati alla soda caustica ci sono i resti di Faustina Setti, 73 anni, fatta a pezzi a colpi d’ascia poche ore prima, e il cui sangue, mescolato a farina e zucchero, costituisce l’ingrediente di quei biscotti che tutti definiscono come squisiti.

In cucina, a preparare quel macabro manicaretto, regna Leonarda Cianciulli, 46 anni, originaria dell’ Irpinia e nota in paese come maga esperta, capace di preparare filtri d’amore e togliere o lanciare il malocchio.

Leonarda ha 4 figli, gli unici sopravvissuti alle sue 17 gravidanze: per sfatare la profezia di una zingara che le aveva predetto la morte di tutti i figli, è disposta a tutto, anche a seguire quella voce nel cervello che le appare come una Madonna nera chiedendole di sacrificare vite umane in cambio della vita dei suoi figli. E Leonarda non ci pensa due volte: fa credere a Faustina Setti, vedova anziana e ormai senza speranza, che un uomo a Pola (Croazia) vuole conoscerla, la invita a non farne parola con nessuno, la convince a donarle tutti i suoi beni dicendole che le invierà a Pola il ricavato della vendita e, infine, le fa scrivere delle lettere ai parenti che farà spedire al figlio da Pola. Quando Faustina va a trovarla a casa per un saluto, Leonarda la accoglie giovialmente, come sempre: poi, mentre la donna sorseggia un caffè, la colpisce alle spalle con una scure, seziona il corpo e lo dissolve in un calderone con la soda caustica liberandonsene poi in un pozzo nero, usando poi il sangue per i suoi ottimi biscotti.

La superstizione omicida della Cianciulli non si ferma: il 3 Settembre del 1940 Francesca Soavi, 55 anni, maestra di scuola, convinta di aver trovato un buon lavoro nel collegio femminile di Piacenza grazie alle raccomandazioni della maga, cade sotto la sua scure, venendo trasformata, come si racconta, in saponette; Leonarda racconterà di essere stata incaricata di vendere i suoi beni, e nessuno si chiederà  mai che fine abbia fatto quella donna.

Il 30 Settembre tocca a Virginia Cacioppo, 53enne ex cantante lirica ridotta in miseria: la promessa di un incarico come segretaria presso un dirigente teatrale di Firenze, un possibile rilancio per la sua carriera, la convince a recarsi dalla Cianciulli, che ne fa la sua terza vittima e altrettante saponette.

Ma qualcosa va storto: la sparizione di Virginia non sfugge alla cognata, che ricorda di averla vista entrare in casa della Cianciulli, che successivamente ne ha venduto i ricchi abiti di scena; un Buono del Tesoro appartenente alla Cacioppo e ceduto dalla Cianciulli ad un amico ( o amante) a pagamento di un debito e poi finito nelle mani del parroco del paese che lo consegna al Banco di San Prospero conducono gli inquirenti dritti a casa della donna, la quale confessa i suoi delitti senza esitazione.

Nel 1946 si apre il processo a Leonarda Cianciulli, prima serial killer italiana e da allora universalmente nota come la Saponificatrice di Correggio: la donna dichiara di non aver ucciso per avidità ma solo per amor di madre, e si racconta (ma il fatto non è confermato) che per accertare che avesse compiuto da sola i tre omicidi fu condotta all’obitorio per sezionare il cadavere di un vagabondo, cosa che fece abilmente e senza nessuna esitazione.

La Cianciulli viene riconosciuta solo parzialmente inferma di mente e condannata a 30 anni di reclusione di cui 3 da scontare in un manicomio criminale, quello di Pozzuoli, dove in realtà rimarrà senza mai finire in carcere e dove morirà per un ictus nell’ottobre del 1970: durante la reclusione scrisse, lavorò all’uncinetto e cucinò gustossimi biscotti..che nessuna delle detenute volle assaggiare.

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