Ticino, Duemilaequalcosa. 5 maggio dell’Era Prima del Governo del Popolo

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Di

libridi Narses

Ieri ne hanno preso un altro.

Uno di questi poveri disgraziati che cerca di passare il confine: il filo spinato gli aveva portato via buona parte della carne, i morsi dei cani hanno fatto il resto. Non so se fosse uno di quelli che chiamano migranti economici o forse un dissidente politico, ormai nel fiume di disperazione che preme sui nostri confini non si fanno più molte differenze.

Succede ogni giorno, da quando hanno chiuso le frontiere molti e molti anni fa, qualcuno che ci prova c’è sempre, scappano dalla miseria, dicono alcuni, altri invece semplicemente non ne possono più delle ingiustizie e discriminazioni che subiscono nel loro Paese in quanto omosessuali, o donne che vogliono emanciparsi e disporre di sé liberamente, o non appartenenti alla religione dominante, o semplicemente hanno la sfortuna di esser nati con un colore di pelle o una forma degli occhi diversi.

Un tempo queste persone potevano venire nel nostro Paese liberamente, trasferirsi e metter su una famiglia, se andava bene anche essere naturalizzati oppure semplicemente venire per lavorare: poi è cambiato tutto.

Prima hanno cominciato con gli asilanti: stanno sempre in giro a bere birra, dicevano, molestano le donne, non fanno nulla, sono parassiti; poi hanno iniziato con i frontalieri che rubano il lavoro con salari da fame ai residenti, e inquinano pure; poi è stata la volta degli stranieri, che si permettono di contaminare il puro sangue nazionale sposando le nostre donne e i nostri uomini, e da là passare all’esame della geneaologia per il mantenimento della cittadinanza o la perdita è stato un passo. Ho dovuto bruciare i documenti di mio nonno e pagare un funzionario per non essere separato da mia moglie e i miei figli, chiuso in un Centro di Separazione e poi rispedito in un Paese in cui non conosco nessuno dato che mio nonno l’ha lasciato decenni fa, ho dovuto rinnegare le mie radici per sopravvivere in questo Paese.

Il Partito della Patria ormai spadroneggia, sorretto dalla massa non pensante di cui alimenta volentieri la pancia: ormai il tuo vicino di casa può denunciarti se scopre che non sei un sangue puro e ricevere in cambio un elogio pubblico e una ricompensa, viviamo nel terrore della delazione, alcuni devono nascondersi pur di celebrare i loro culti senza venire deportati o, nel migliore dei casi, costretti alle purghe mentali: “Rieducazione civica”, la chiamano…

Adesso è meglio che smetta di scrivere e nasconda tutto, non si sa mai… anche se non posso fare a meno di pensare a quel povero comasco che han preso a Bizzarone…

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