Valls, Hollande e la lezione di La Rochefoucauld

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Di

Hollande Vallsdi Jacopo Scarinci

Dare un nome al nemico di una guerra che molti, per paura e timore, si ostinano a non capire che si sta combattendo. Questo ha fatto ieri François Hollande quando, per la prima volta, ha affermato che “tutta la Francia è minacciata dal terrorismo islamista”. Non lo usò dopo Charlie Hebdo quel termine, né dopo la mattanza del Bataclan. Ora l’ha fatto, il velo invisibile è caduto e con esso larga parte di ipocrisia volontaria come che no.

Manuel Valls ha confermato in serata che l’assassino era legato all’islam radicale, informazione che – va da sé – viene collegata al fatto che fosse depresso e mentalmente instabile. Con loro la propaganda del Califfo ha gioco facile, non si tratta di addestrare dei commando in Siria, né di organizzare cellule pronte a colpire e tenerle sotto copertura: costoso e pericoloso. Guido Olimpio del Corriere della Sera, tutto tranne che tacciabile di islamofobia, lo ha scritto a chiare lettere: “il nuovo terrorismo in Occidente è condotto da elementi che combinano problemi personali con ideologia radicale raffazzonata.” Schegge impazzite, menti fragili alla mercé del Califfo. Gente qualunque, che puoi vedere dal fruttivendolo come a far benzina.

Dire ‘Je suis Nizza’ non è più sufficiente, come non lo è urlare che ‘l’amore è più forte dell’odio’. C’è una domanda che scuote le nostre coscienze: come si possono vincere questi fanatici che trasformano camion in armi di distruzione di massa senza smettere di essere una democrazia aperta?” si chiede il filosofo Raphaël Glucksmann. Il punto è proprio questo. E farlo durante una lunga campagna elettorale che vedrà come tema principale quello della sicurezza sarà impresa improba. Ma anche l’occasione per ristabilire il primato della politica su quello della guerra senza quartiere che porterebbe avanti il Front National.

Il momento è drammatico, il disincanto sembra vincere sull’impegno e il dolore riempie tante, troppe vite. In questo mondo allo sfascio c’è rimasto ben poco da salvare. Ma come ebbe a dire La Rochefoucauld, “In Francia tutto accade, soprattutto ciò che è impossibile”. Chissà.

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