Aiutiamoli a casa! Basta spalancare le frontiere

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Di

Migrante raminadi Corrado Mordasini

E infatti, puntuale e coerente come la morte, la Commissione finanze del Consiglio degli Stati propone ulteriori risparmi per 300 milioni di franchi nel settore dell’aiuto allo sviluppo. Sommati ai 586 milioni già decisi, si arriva a 890 milioni, quasi un terzo dei risparmi totali della Confederazione.

E c’è da giurarci che a votare questi tagli sarà la stessa destra che grida agli spalancatori di frontiere.

Ci troviamo di fronte a un ragionamento che apparirebbe buffo se non fosse tragico. Prendiamo Lorenzo Quadri. Il consigliere nazionale leghista è solito montare l’opinione pubblica contro i migranti, che scappano da situazioni di guerra e da condizioni al limite dell’umano. La gente finisce per odiarli. I più logici di questa categoria riconoscono, però, che il problema non si risolve solo sbraitando o chiudendo le frontiere. Scatta allora l’“aiutiamoli a casa loro”. Puntualmente lo stesso Lorenzo Quadri voterà contro qualsiasi aumento per l’aiuto allo sviluppo, quando non voterà per tagliarli come in questo caso.

Ciò farà in modo che altri migranti affamati e disperati si affolleranno ai confini, dove Quadri potrà dire: “Basta migranti alle frontiere”, e guadagnare voti da questo meccanismo perverso. Alla fine a guadagnarci da questa tragedia sono solo le estreme destre, che hanno tutto l’interesse a mantenere se non peggiorare lo status quo. Perché aiutare i poveracci a casa loro è un investimento. Non sono soldi gettati. L’alternativa è spenderli in sistemi di monitoraggio, burocrazia, polizia e guardie di confine. Bisogna solo fare un saltino mentale e ascoltare il cervello, ogni tanto, al posto dello stomaco.

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