Bertoli: “A certi liberali non vanno più bene le scelte del PLR. Strano”

Pubblicità

Di

Manuele Bertoli recentemente è stato bersaglio di numerose critiche provenienti dal PLR. Molte di queste sono sembrate abbastanza pretestuose, nonché poco coerenti con l’azione politica passata e presente dei liberali. Abbiamo raggiunto il direttore del DECS e con lui abbiamo discusso di queste critiche, ma anche di progetti, manovra, scuola e cultura.

L’ex direttore della Biblioteca cantonale di Lugano Gerardo Rigozzi, già esponente del PLR, è stato fortemente critico verso di lei sul futuro delle biblioteche. Prima di lui il deputato PLR Schnellmann si è lamentato della possibile chiusura della piscina del liceo di Lugano ed oggi un altro deputato PLR, Cedraschi, si è lamentato del fatto che non si fa abbastanza per lo sport. I Liberali radicali da una parte vogliono tagliare tutto quello che possono tagliare, dall’altro si lamentano di quasi ogni proposta formulata dal DECS. Alla lunga e in questi tempi di magra, quanto è sostenibile questa politica?

È uno dei paradossi del confronto politico in Ticino, ma soprattutto indica come la fuga dalle responsabilità conseguenti ai propri atti politici sia ancora uno sport molto praticato alle nostre latitudini. Sia la politica culturale che quella dello sport necessitano di risorse e se esse vengono tagliate o bloccate non è possibile fare un granché di più. Su questo tema personalmente sono da sempre stato molto chiaro: o vi sono finanziamenti sufficienti, e allora si può far meglio, oppure si resta fermi. Naturalmente ogni giorno dobbiamo verificare quello che si fa, se del caso proporre riorganizzazioni puntuali, ma senza finanziamenti supplementari non si fanno passi avanti significativi. Certo, coerenza e decenza vorrebbero che se si sostiene la stretta finanziaria non si pretendano nel contempo miracoli, ma forse da noi è pretendere troppo.

A noi risulta che è stato anche e soprattutto il PLR a favorire una manovra da 185 milioni. In che modo è possibile riuscire a fare le nozze coi fichi secchi senza scontentare nessuno?

Non è possibile. Quello che il Governo ha fatto è mantenere un certo equilibrio nel pacchetto di risanamento tra sacrifici sulle entrate e sacrifici sulle uscite, che con altri rapporti di forza interni al Consiglio di Stato avrebbe potuto essere diverso e che per finire è risultato presentabile nel suo complesso, anche se con qualche punto dolente. Ora la maggioranza in Gran Consiglio (PLR, Lega, PPD) sembra voler cambiare le cose chiedendo più sacrifici. Normale quindi che la sinistra si opponga a questa prospettiva e a sua volta tenti di tirare la corda dall’altra parte, esprimendo attenzione su alcuni provvedimenti criticabili di natura sociale.

L’ex ministro italiano Giulio Tremonti un giorno pronunciò l’infelice battuta “Con la cultura non si mangia”. Era un fiero sostenitore dei tagli alla cultura perché, per lui, non produttiva. Eppure è anche dalla scuola e dalla cultura che passano l’uscita dalla crisi e la formazione delle coscienze dei nostri giovani. Come si possono assicurare loro tutti gli strumenti necessari con questi continui tagli?

La battuta di Tremonti è stata ben più che infelice, ma soprattutto è stata inveritiera. Da un punto di vista prettamente economico stiamo assistendo, ad esempio, a città che investono molto nella cultura, perché sanno che questo ha un ritorno anche in termini economici. Io sostengo la necessità di un maggior investimento nell’educazione, il progetto “La scuola che verrà” lo dimostra con chiarezza, anche se a volte devo fare i conti con le maggioranze in Governo e in Parlamento che vorrebbero andare in tutt’altra direzione. Sostenere maggiori investimenti nella formazione non significa però non toccare mai nulla dell’esistente, ci sono cose che si possono rivedere, rimodulare, risorse che si possono riallocare anche in questo settore ed è seguendo questa strada che, su alcune scelte precise, ho partecipato parzialmente al pacchetto di risanamento dei conti, concedendo qualcosa e nel contempo ottenendo altro.

Essere un ministro in minoranza è complicato, e lo è ancor di più esserlo a capo di un Dipartimento prima di lei feudo liberale. Queste polemiche continue lei come le vive?

Spesso mi fanno sorridere, specialmente quando manifestano mancanza di conoscenze sufficienti. Prenda la critica di Cedraschi sul mio presunto disinteresse per la politica dello sport e le richieste su tutto quel che in questo settore andrebbe cambiato: ho ripreso questa politica tale e quale a come mi era stata lasciata da Gabriele Gendotti, non ho sostanzialmente tolto risorse, abbiamo aperto il nuovo Centro Gioventù e sport, creato il percorso del liceo sportivo a Locarno-Tenero, riaccorpato gli uffici sotto un unico Ufficio dello sport, ma tutto questo non va bene. In fondo, ed è quasi buffo, senza accorgersene Cedraschi critica la politica dello sport impostata dal suo partito, se la vogliamo mettere su questo piano, più che il mio operato.

Per il resto le polemiche non mi toccano più di tanto, anche quando sono formulate da chi sa bene di mentire, contando sul fatto che i lettori ed elettori non conoscano bene i retroscena. Tempi e modi permettendo cerco sempre di ribattere, più per amor di verità che per altro, e per questo vi ringrazio di avermi dato l’opportunità di farlo anche su GAS.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!