Ci mancava solo il manganello domenicale di Blocher

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Di

blocher brunnerdi Bruno Samaden

Christoph Blocher starebbe tampinando diverse tipografie perché intenzionato a pubblicare, di tasca sua, un domenicale gratuito. Una specie di Mattino versione svizzerotedesca. Se ne sentiva il bisogno…

Questa vicenda ricorda da vicino quella che sta vivendo l’Italia dal 1994. Un industriale miliardario che per questioni sue (poche lecite, molte altre più di saccoccia) decise di entrare in politica: e via con le favolette del self made man, dell’uomo che non fa politica per i soldi perché li ha già, della cazzata immane dell’amore per il proprio paese, della buffonata dello spirito di servizio e sacrificio. Cosa fece Silvio Berlusconi appena si candidò alle elezioni italiane del 1994? Schierò come macchine da guerra le sue televisioni e il suo quotidiano, “il Giornale”, autentici manganelli che hanno accompagnato la sua ascesa politica, i suoi anni di governo e che, persino ora che è prossimo all’oblio, sono schegge impazzite pronte a lanciare fango su chiunque. In Italia, in questi anni, pochi possono dirsi scampati dalla macchina del fango berlusconiana. Ci son finiti di mezzo gli ex premier Amato, D’Alema e Prodi, Piero Fassino, l’ex fascista Gianfranco Fini, il democristiano Casini: chiunque abbia osato contrastare la linea del Caimano, dall’opposizione come dal suo governo, è finito nel tritacarne. Quando un politico è ricco e influente, se ha pure la stampa di servizio finisce così.

E in Svizzera? Siamo lì. Pensiamo a quante balle la Weltwoche del Consigliere nazionale Köppel ha pubblicato su Sommaruga e questioni migratore. Oppure contiamo quante volte abbiamo ricevuto nelle nostre bucalettere la loro “Edizione straordinaria”, un giornaletto agiografico distribuito a tutti fuochi a cavallo di votazioni importanti. Costo di ogni edizione? 900 mila franchi. I recenti acquisti di pagine a pagamento sui giornali ticinesi e nazionali con patetiche autointerviste, mostrano chiaramente come l’UDC abbia la precisa intenzione di fomentare il popolo, non di proporre soluzioni. In quest’ottica la creazione di un domenicale, per giunta gratuito, fa veramente preoccupare.

La Destra, da Trump a Le Pen, da Blocher a Salvini, non è più minimamente capace di affrontare una gestione responsabile della società, e sente il bisogno di conquistarla con la menzogna, la manipolazione, le aggressioni. Ovunque sta preparando il terreno per giganteschi conflitti.

Ecco perché non si tratterebbe della banale fondazione di un settimanale, ma di un problema ben più grosso per la Svizzera. L’unica speranza è che se veramente (come sembra) la nomea del Mattino è stata la causa principale della figuraccia rimediata da Norman Gobbi quale candidato al Consiglio federale, in Svizzera tedesca sappiano far fronte a un domenicale che, tra i suoi obiettivi, avrebbe proprio quello di emulare il tristemente famoso manganello ticinese.

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