“È stata l’ISIS”. Ma era di Svitto

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Di

Islam migrazionedi Jacopo Scarinci

Ricapitoliamo. Sabato uno squilibrato ha aggredito sei persone su un treno regionale in Canton San Gallo, treno al quale ha dato pure fuoco. La polizia ha fatto le sue indagini, senza diffondere l’identità dell’assaltatore che, in seguito alle ferite procuratesi, sarebbe poi morto. Questo silenzio ha fatto sì che gente già non particolarmente portata al pensiero si lanciasse verso l’impazzimento generale.

Su Facebook, in questi giorni, se ne sono lette veramente di ogni. Secondo alcune finissime menti, il silenzio della polizia stava coprendo il fatto che l’assalitore era dell’ISIS, o anche solo musulmano, o addirittura non svizzero, e che non veniva detto perché in Svizzera è pieno di buonisti. Secondo altri minorati, la polizia era addirittura “complice” nel coprire le malefatte dell’attentatore. Altri hanno blaterato semplicemente di “silenzio sospetto”.

Chissà come l’avranno presa questi idioti nell’apprendere, soprattutto grazie al Blick – abbastanza forte quando si tratta di scavare nel torbido –, che l’assalitore era biondo, bianco come la Luna, si chiamava Simon e veniva da Svitto. Chissà come l’avranno presa scoprendo che da piccolo è stato bullizzato anche se non si chiamava Alì, che odiava le donne perché era strabico e non faceva colpo, che era conservatore e di Destra, che andava regolarmente a prostitute e a scuola era un somaro.

Quanto era difficile aspettare che la polizia facesse il proprio lavoro, che la verità venisse fuori. Quanto era difficile pensare che la Terra avrebbe continuato a girare anche senza le loro eminenti opinioni, che su queste cose non si scherza, che se il giorno dell’attentato a Monaco la polizia bavarese ha continuato a twittare chiedendo a tutti di star zitti e di farli lavorare forse – forse, eh – un motivo c’era. Quanto era difficile pensare che – Friedrich Leibacher lo ricordiamo? – i criminali in questo pazzo mondo sono ovunque, pure qui da noi.

Se Samuel Beckett ed Eugène Ionesco fossero ancora vivi avrebbero molto materiale per le loro opere. A noi resta la banale, ma inesorabile, considerazione che sta per esaurirsi pure il fondo del barile, a furia di raschiarlo.

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