Esiste l’Islam moderato? Dialogo con Alessandro Boggian

Di

Islam Boggiandi Jacopo Scarinci

Il presidente della Comunità islamica di Saint-Etienne-du-Rouvray ha chiesto di non seppellire i terroristi ispirati allo Stato islamico che hanno trucidato padre Hamel e un’altra persona all’interno di una chiesa. La stessa richiesta è stata fatta in Germania dalle comunità di Wurzburg e Ansbach, dove, a bordo di un treno e in una piazza, hanno avuto recentemente luogo altri due attacchi terroristici compiuti da persone affascinate dal nichilismo del Califfo. Per vederci chiaro, abbiamo raggiunto Alessandro Boggian, musulmano in contatto diretto con autorevoli esperti di questioni islamiche, che oggi vive al Cairo, in Egitto. Il terrorismo ha colpito anche lì, più volte, facendo centinaia di vittime, soprattutto tra le forze dell’ordine, ma non solo. Ora i sedicenti islamisti hanno voluto colpire anche una tra le più autorevoli voci musulmane, allo scopo di punirla per le gravi accuse mosse contro i terroristi definendoli estranei all’Islam e di fatto spogliarli di qualsiasi autorevolezza ideologica. Venerdì scorso, poco prima di pronunciare il suo sermone in una moschea alla periferia del Cairo, è stato aggredito l’ex Gran Muftì Ali Goma’a, il quale è sfuggito ad un attentato.

Discutendo con Boggian, abbiamo imparato come la voce da più parti reclamata dell’Islam moderato esista eccome. “Già nel marzo del 2015, gli ulama dell’Azhar (scienziati dell’Islam, tra cui l’ex Gran Muftì Ali Goma’a, che ho potuto conoscere di persona nel 2008 durante una conferenza sull’Islam e ambiente) emisero una fatwa di ferma condanna del terrorismo di Daesh” – ci dice Boggian. “Più precisamente pronunciarono: ‘Daesh è un’organizzazione terrorista fuorviante e ingannevole. Il suo scopo è quello di minare la sicurezza delle nazioni islamiche e minarne la stabilità. e creare scompiglio tra i giovani che rappresentano la spina dorsale della umma (i musulmani nel mondo), agendo in nome dell’Islam, mentre l’Islam è completamente estraneo a questa organizzazione.’

Al-Azhar, che è la più antica e prestigiosa istituzione islamica e la massima autorità riconosciuta nel mondo intero,” – continua Alessandro Boggian – “ha chiesto, in un comunicato rivolto ai giovani musulmani, di non essere ingannati da tali chiamate da parte di fanatici che non sanno nulla circa gli insegnamenti della loro religione. Lo Sheikh Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb, che secondo la Royal Islamic Strategic Studies Centre è la personalità religiosa più influente del mondo islamico, ha sottolineato che la cosiddetta organizzazione Daesh è composta da Kharigiti (nel senso etimologico della parola) e i governi devono sconfiggerli e proteggere la popolazione e la umma dalla sua malvagità e la tentazione fuorviante della loro ideologia.

E cosa sono, per i musulmani, i Kharigiti? “Ciò implica che di fatto, Chiunque viene esplicitamente accusato di essere un Kharigita è da considerarsi un fuoriuscito dall’Islam, che sparge una falsa ideologia al fine di distorcere il messaggio islamico. È la massima accusa che si possa infliggere a chiunque da parte di un’autorità islamica. Di conseguenza, forti di questa fatwa, la comunità islamica del villaggio francese ha potuto senza indugi vietare l’interramento del corpo del giovane, ritenuto un Kharigita, nel cimitero islamico e secondo il rito islamico.

Il nostro interlocutore ci spiega anche che importanza abbia, per un musulmano, la questione della mancata sepoltura. “È la perdizione eterna, la dannazione del corpo prima del Giorno del Giudizio e l’Inferno per l’eternità, in quanto Iddio non mostrerà alcuna misericordia verso chi ha peccato a tal punto. Per un vero credente non c’è nulla di più orribile, e non esiste deterrente migliore nei confronti di un musulmano. Chiunque avesse dei dubbi, a quel punto sarà cosciente che la sua scelta comporterà conseguenze inimmaginabili e terribili.” A questo punto chiediamo a Boggian se la questione del Kharigismo sia mera interpretazione o se la sua importanza abbia radici nella tradizione musulmana, e la risposta è netta: “Il riferimento al Kharigismo, in questo contesto, va interpretato come la massima condanna di blasfemia possibile. Infatti esiste un hadìth (aneddoto) del Profeta (pbsl) che dice: ‘Ho chiesto a Sahl bin Hunaif, “Hai sentito il Profeta menzionare qualcosa a riguardo de Al-Khawarij?” Egli disse: “L’ho sentito dire, mentre punta la mano verso l’Iraq.” Ci apparirà in esso (ossia l’Iraq) alcune persone che pur recitando il Corano, questo non andrà oltre le loro gole, e che usciranno dall’Islam come una freccia che sfreccia attraverso il corpo della cacciagione’“.

A questo punto è il momento di affrontare con Boggian la questione che da più parti si alza in questi ultimi tempi: esiste l’Islam moderato? Dalle sue risposte sembrerebbe di sì.

Nella fatwa del marzo 2015 Sheikh Al-Tayeb, ha accusato le organizzazioni estremiste che parlano in nome dell’Islam mentre non conoscono l’Islam, tranne il suo nome, e si identificano con esso. Queste campagne sospette che si affacciano in questo momento sono destinate in primo luogo a distorcere l’Islam, e presentare un quadro falso e ingiusto per questa vera religione.” – aggiunge Boggian – “Il messaggio del Profeta – la pace sia su di lui – che venne mandato da Dio per la misericordia dei mondi, viene distorto con falsità al fine di alienare tutto il mondo verso questa vera religione, spargendo odio con feroci chiamate per l’uccisione e lo spargimento di sangue, mentre la religione è completamente innocente. Al-Azhar ha chiamato tutti i musulmani, giovani e vecchi, e tutte le organizzazioni islamiche, organizzazioni governative e non governative di collaborare insieme e restare uniti contro questo pericolo che minaccia la sicurezza della umma islamica, e vuole rubare le menti dei giovani e innocenti. L’Azhar ha comunicato che rimarrà attivo in sessione permanente per affrontare gli sviluppi, e che sono disposti ad aprirsi a tutte le iniziative che mirino a proteggere i giovani dallo scivolare nel baratro deviante e ingannatore. Intende aprire un dialogo fecondo e costruttivo con tutti i giovani componenti in varie parti del mondo e nelle varie lingue sostenendo nel migliore dei modi i giovani, sia intellettualmente sia culturalmente, attraverso i vari mezzi di comunicazione.

Insomma, dalle parole di Boggian emerge che l’Islam moderato ci sia eccome e veniamo a sapere come esista soprattutto presso istituzioni rilevanti e influenti come l’Azhar. Anche se la speranza che l’estrema destra ne prenda atto è abbastanza vana: “nei vari islamofobi, tra cui Le Pen, Quadri, Salvini, ecc., questo messaggio avrà scarso impatto per il semplice motivo che se finora hanno fatto finta di non capire, continueranno col loro messaggio di odio in quanto serve ai loro fini propagandistici ed elettorali. Non da ultimo per ottenere maggiore potere e denaro che, a quanto pare, è il loro unico scopo nella vita.

Concludiamo la nostra chiacchierata facendogli notare come, da alcune parti, venga spesso detto che i terroristi traggano ispirazione dal Corano. La risposta è netta: “Il Corano nella Sura 109 ‘I Miscredenti’ recita:

  1. Di’: «O miscredenti!
  2. Io non adoro quel che voi adorate
  3. e voi non siete adoratori di quel che io adoro.
  4. Io non sono adoratore di quel che voi avete adorato
  5. e voi non siete adoratori di quel che io adoro:
  6. a voi la vostra religione, a me la mia».

Con questa Sura, Iddio (swa) indica al Profeta (pbsl) di riportare ai miscredenti le Sue parole, quale proposta di compromesso e così evitare conflitti basati solo sulla religione. Non è purtroppo possibile estirpare la conflittualità tra gli esseri umani, ma per lo meno non dovrebbero esistere conflitti violenti su questioni filosofiche e religiose. Questo è il chiaro messaggio dell’ultimo verso ‘a voi la vostra religione, a me la mia’”.

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