I frontalieri del sesso

Di

massaggio tantricodi Dino Zeni

Avete mai esplorato il mondo dei “contact bar”, dei massaggi tantra e simili? Beh, se non lo avete mai fatto, buon per voi. Ma è un mondo che esiste, e che è vicino, molto vicino a noi. Un mondo discreto e ricco, ma ben mimetizzato perché fa ipocritamente comodo che sia così.

Fatevi un giro nei vari annunci; basta che googoliate “massaggi Ticino”, e vi si aprirà un mondo composto da tante realtà. Dai “contact bar”, dove si va a bere qualcosa in compagnia di belle ragazze contrattando la prestazione, per poi salire in camera per il resto della consumazione, ai centri per massaggi tantra in cui è ben visibile la composizione dello staff, fatto di avvenenti massaggiatrici con tanto di descrizione delle rispettive specialità. Dove sta il problema? – chiederete voi.

Beh, il problema morale, almeno per me, non c’è. Che persone adulte, libere e consenzienti facciano del sesso, e che per questo una delle due parti si faccia pagare, per me non è affatto un problema. Anzi, credo che un simile “servizio” sia strutturale ad ogni società e serva a tenerla in piedi. Insomma, non siamo tutti dei Gandhi o dei Dalai Lama, insensibili alle sollecitazioni del corpo, né dei Clooney con solo l’imbarazzo della scelta. Vicissitudini della vita, malasorte e scelte personali possono portare a doversi rivolgere questi servizi che, lo ribadisco, fortunatamente ci sono. E allora, cosa c’è da dire ancora?

Beh, c’è da dire che, spulciando per bene gli annunci sui siti e sui forum dedicati (ce ne sono parecchi) si vede che “l’offerta” è fatta al 99.9% da lavoratrici straniere, vuoi dell’est Europa, vuoi italiane, e che pure “la domanda” è esclusivamente proveniente dalla vicina penisola. E si scopre che vi sono zone più o meno ufficialmente votate a questo tipo di attività, come ad esempio la zona del confine a Chiasso, con un fiorire di centri di massaggio tantra e appartamenti di massaggiatici private posti attorno a un famoso contact bar in poche migliaia di metri quadrati. Insomma, si scopre la presenza di un quartiere a luci rosse compenetrato nel tessuto cittadino.

Ecco, questo è il punto: occorre dire, riconoscere, che c’è un mondo parallelo, ben mimetizzato ma anche ben visibile se lo si vuole vedere, fatto di veri e propri frontalieri del sesso, fornitori e consumatori, che versano più o meno legalmente fior di quattrini nelle casse di comuni, Cantone e Confederazione. Occorre riconoscere senza ipocrisia che in qualche maniera tutti usufruiamo del ritorno del lavoro di queste donne e del denaro portato dai loro clienti, e che esiste un vero e proprio frontalierato del sesso, forse tanto scomodo da vedere ed accettare quanto quello ufficiale dei tanti Bussenghi, odiati ma necessari.

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