La leghista in burqa

Di

burqua illidi Corrado Mordasini

Adesso ci siamo rotti pure noi. Perché qui non è più una questione di burqa o non burqa, infatti le rare turiste fermate dalla polizia e informate della legge si sono tolte il capo incriminato senza protestare e senza nemmeno dover pagare l’ammenda. Tutto qui. A tenere banco è la guerra tra imbecilli, da una parte e dall’altra, dove, per quanto sia ridicolo, sono i ticinesi a far volare gli stracci mentre i musulmani intimoriti stanno a guardare.

L’ultimo capitolo di quest’idiozia, è la provocazione di Nora Illi, l’unica ticinese in burqa, che ha ritenuto scientemente di violare per la seconda volta la legge. Ma non solo, la Illi, per esasperare la provocazione e fare presa sulle menti deboli di chi casca in queste fandonie sulla guerra di religione, si è fatta fotografare intabarrata sotto la statua del Tell al Ciani. Guglielmo, simbolo di svizzeritudine insozzato dalla musulmana.

Il problema è che Nora Illi è Ticinese, come me e voi e il Tell è anche il suo Tell, e l’islam qui non c’entra proprio un fico secco. C’è solo una donna che coscientemente sbandiera la sua nuova fede da rigommata danneggiando tutta la comunità islamica, che con queste pagliacciate non ha nulla a che fare.

E in questo caso quelli come la Illi, o Nicholas Blancho, l’imam svizzero, fanno all’islam più danni dell’ISIS, nella loro ostentazione di fede, nella loro provocazione fine a se stessa, che a questo punto è l’equivalente delle bordate leghiste. Che poi in questo caso i più rompiballe siano gli svizzeri rigommati nella fede islamica non deve stupire, come non deve stupire che spesso l’astio anti straniero venga proprio da stranieri stessi, magari freschi di passaporto.

Quello che fa la Illi è dare combustibile e a chi non vede l’ora di riceverle queste provocazioni, per poi gridare all’islam becero e oscurantista (che esiste per carità).

No, qui, siamo di fronte a una poverina, una persona che non ha risolto i conflitti con se stessa e impietosamente coinvolge tutta una comunità nelle sue battaglie contro i mulini a vento, probabilmente convinta così di vincere le sue insicurezze. Convinta così di migliorare la sua situazione portando avanti idee imbecilli e senza senso, lottando per valori che nessuna persona di buon senso sposerebbe.

Insomma, l’esatto profilo di una leghista in burqa.

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