“La Svizzera viola la propria legislazione e le Convenzioni delle Nazioni Unite”

Di

Como profughidi Marco Cattaneo

Per l’avvocato Paolo Bernasconi la Svizzera starebbe violando ben tre Convenzioni delle Nazioni Unite: quella della protezione dei rifugiati, quella dei bambini e quella della riunificazione delle famiglie. A farlo giustamente indignare è quanto ha visto coi suoi occhi nei giorni scorsi a Como e Chiasso.

Sabato pomeriggio sono state dislocate a Chiasso decine di poliziotti, con lo scopo di aiutare i doganieri in servizio a respingere i migranti da Como. Persone con la richiesta di asilo già compilata, pronta per essere consegnata, non hanno potuto depositarla perché è loro stato impedito. Tutto ciò, in palese violazione – sostiene Bernasconi – sia della legislazione svizzera sia delle Convenzioni delle Nazioni Unite. Non è drammaticamente nulla di nuovo, lo abbiamo già denunciato più volte sia noi di Gas sia esponenti politici e di associazioni di volontariato: ciò che colpisce, e indigna, è che questa pratica sia ormai diventata una costante.

Non è che a Como la situazione sia tanto migliore: sempre sabato pomeriggio, la polizia italiana in assetto antisommossa ha letteralmente impedito a un piccolo gruppo di migranti con regolare biglietto di salire sul treno che li avrebbe portati a Chiasso, per chiedere asilo. “Non erano né pericolosi né aggressivi”, dice Bernasconi, chiedendosi anche quali leggi italiane permettano alla polizia di impedire con la forza la partenza di persone che hanno il solo obiettivo di chiedere asilo in un altro Paese.

Tra norme incomprensibili, forse inesistenti, in Italia e leggi non rispettate in Svizzera i migranti accalcati a Como sono sempre meno considerati come persone e privati dei loro diritti fondamentali. Ed è sempre più inaccettabile.

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