Lara Filippini, un po’ più di sberle da piccola?

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Di

Filippini 2di Corrado Mordasini

Alcuni lettori ci hanno segnalato il pregevole contributo, pubblicato sul Corriere del Ticino, dell’unica deputata UDC in parlamento. La questione è quella che ormai tiene banco sia da noi sia in Italia da anni, e cioè quella delle unioni gay e dell’adozione.

La dolce Filippini paragona le unioni gay a quelle tra l’uomo e la bestia: alla stessa stregua perché non tra uomo e animali?” scrive la zazzeruta deputata. Eh sì, perché secondo il suo contorto ragionamento, un liberismo sfrenato che incrina un sistema patriarcale vecchio di migliaia di anni lascia la stura a qualsiasi “aberrazione”. Lo stesso sistema patriarcale che Lara difende, non le permetteva di votare o essere eletta, la relegava in cucina e le imponeva il matrimonio riparatore con un suo eventuale stupratore. Questo perfetto sistema, dicevamo, viene difeso a spada tratta dalla mascotte parlamentare dell’UDC come esempio di “giusto”. Coppia gay, invece, è uguale a “sbagliato” e, di conseguenza, i rapporti sociali si risolvono a suo parere così: (…) i desideri individuali sono messi al centro come in un ricco buffet traboccante di squisitezze, dal quale poter attingere in modo sfrenato e senza regole.” Implicito che le regole sono quelle stabilite dalla Filippini e dai suoi amici di merende.

Prosegue la sua filippica la Filippini: “Il matrimonio, di fatto, è l’istituzione che dà corpo al patto tra l’uomo e la donna per la procreazione delle successive generazioni; esso è il fondamento della famiglia, in altre parole crea un rapporto di filiazione diretta tra i suoi membri. Con questa logica, le unioni sterili, e cioè senza figli, dovrebbero essere ritenute nulle, visto che il loro apporto di carne alla società è inesistente. Lara, poi, tira in ballo, per confondere le acque, gli uteri in affitto, dando per scontato che migliaia di gay affitteranno pance (cosa proibita in Svizzera, peraltro) per avere figli sfogando un egoistico desiderio. Perché poi quello di un eterosessuale sia un desiderio legittimo e quello di un gay no, Lara dovrebbe spiegarcelo.

La piccolina fa un po’ pena, con questi ragionamenti che starebbero meglio in bocca a livorosi satrapi come Del Don, ma come immaginiamo lei deve essere cresciuta con queste idee, sacrificando la gioventù a un’ideologia gretta, triste e priva di umanità. Ci sono i diritti e i piaceri, Lara. I diritti comportano parità di opportunità per tutti, i piaceri no. Mischiare queste cose come fai tu, relegando in fondo i sentimenti delle coppie gay a un divertimento sessuale malato, non ti fa onore.

E le sberle? Beh, potresti essere mia figlia, e di sicuro con questi ragionamenti in casa sberle no, ma belle discussioni sull’etica e la democrazia sì. Eppure, anche tu, ricordi che nel 2005 è stato il popolo ad accettare le unioni gay, anche se i nove decimi della popolazione sono etero. Questa è logica. Questa è democrazia.

Lara termina così il suo compitino sul Corriere del Ticino: “Per la serenità di queste creature, io sosterrò il referendum contro l’adozione da parte di coppie registrate, perché ritengo che ogni bambina o bambino debba avere diritto a conoscere completamente le proprie origini e ad avere un padre e una madre.”

Io per la serenità di tutte le creature, compresi i bimbi dei profughi che buttate fuori a carriolate, spero ci sia tanto amore. Non me ne frega niente chi li ama, basta che siano amati. Un bacino sulla fronte Lara, vai a nanna e ripensaci, magari domattina il mondo sarà un po’ più rosa e meno nero.

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