Lezione di giornalismo (e di stile) allo scribacchino D’Errico

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Di

d'errico arondi BM

Ti abitui al peggio, ma non c’è niente da fare: i redattori del Mattinonline riescono sempre a scendere più in basso.

L’ultima nefandezza l’ha firmata Aron D’Errico, uno che sta al giornalismo come Rocco Siffredi alla castità. In un “articolo” (ok, scusatemi mi è sfuggito, non lo chiamerò mai più articolo uno scritto di D’Errico, promesso) a punti, il buon allievo di Quadri a suon di K e $ lancia un’invettiva colma di risentimento verso Lisa Bosia Mirra, rea di aiutare i migranti a scapito (dice ciccio Aron) dei ticinesi. Faremo lo stesso giochino del bellosguardo (citazione cinematografica) leghista ed ecco, in 5 punti, perché anche stavolta avrebbe fatto meglio a tenere la penna in tasca.

  1. Nel mondo reale, le persone fanno delle cose che vanno oltre il proprio lavoro o la propria attività politica. C’è chi ha hobby, chi si occupa di una famiglia, chi presta volontariato. Occuparsi di qualcuno che ha bisogno è un sacrosanto diritto di ogni cittadino e nessuno si può permettere di attaccarlo per questo. Oltretutto, la baggianata del “aiuta loro e non i ticinesi” non regge proprio per nulla: va bene che a uno come D’Errico potrà anche sembrare strano che una persona riesca a fare più cose (nobili) contemporaneamente, ma occuparsi dei migranti non vuol dire non avere a cuore i ticinesi e, a meno che lui non abbia pedinato giorno e notte Lisa Bosia Mirra, farebbe meglio a non calare chissà che lezioni dall’alto. Anche perché non ci sembra di vedere D’Errico prestare volontariato in qualche mensa per poveri… Oltretutto, se Lisa Bosia Mirra avesse davvero intralciato il lavoro delle Guardie di Confine sicuramente avrebbero agito di conseguenza e lei, di conseguenza, a sua volta. Non c’è bisogno che anche l’UDC si prenda a carico la difesa delle Guardie di Confine, come a dimostrare che le istituzioni sono solo roba delle destra. Non è vero… Le istituzioni sono di tutti cari miei.
  1. Il voyeurismo social del Mattinonline è aberrante. Rendiamoci conto che un articolo viene costruito estrapolando a caso frasi scritte su un account Facebook privato (già, perché un profilo rimane privato anche se tu puoi spiarlo) di una persona. È tipico squallore da pseudo giornalismo mattiniero. Se i social network davvero rappresentassero la complessità, la vita, il pensiero di ognuno di noi sarebbe preoccupante. Inqualificabile, vendere menzogne (perché anche distorcere la realtà è essere mendace) è ancora una volta la dimostrazione della bassezza dei leghisti.
  1. A proposito di account Facebook. È risaputo che sotto le pagine di Mattinonline, Quadri, dello stesso D’Errico abbondano i modi eleganti e raffinati di esprimersi nei commenti. Estrapolo dall’articolo (oh no, ancora ci sono ricaduto a chiamarlo articolo) in questione qualche commento: “Si ma l’avete vista? Secondo me con i suoi falsi asilanti ci fa certe cosine che altrimenti si sognerebbe di fare, visto che sfido chiunque ad avere il coraggio di accoppiarsi con un’essere del genere 👍” “Questa donna con questa faccia con la lingua fuori come un cane sarebbe una politica ? o è ubriaca di gioia o si è fatta di qualche sostanza piange di gioia ? forse non vede l’ora di venir stuprata da qualche eritreo o simile allora si che capisco la gioia se li porti a casa sua” “Quando passi sulle strisce pedonali assicurati che le ruote siano ferme…è la nuova campagna di sicure zza x i bambini”. E così molti altri. È tempo che i politici leghisti si rendano conto che, una volta eletti, rappresentano tutti i cittadini, di qualsiasi orientamento politico. È ora che la smettano di fare gli pseudogiornalisti, è ora che la Lega in quanto partito si distanzi da un elettorato del genere, è ora che la Lega prenda seriamente le distanze dal Mattino e dal Mattinonline. Se, poi, loro stessi sono fieri di avere persone del genere che li seguono, fanno capire il degrado comunicativo e sociale del partito di maggioranza ticinese.
  1. A proposito di degrado. Altro sintomo della chiusura mentale di D’Errico che definisce Milano un luogo degradato, pieno di finti migranti, spaccio di droga e altro… Con questo tipo di mentalità, il Ticino non uscirà mai dal guscio che si è creato nei confronti dell’Italia e nei confronti della Svizzera. Siamo culturalmente unici in Svizzera e invece di trarne beneficio continuiamo (continuano) ad andare per luoghi comuni: Milano negli ultimi anni si è letteralmente trasformata puntando sul car sharing, sulla costruzione di aree verdi, sulla riqualifica di quartieri problematici, sui mezzi pubblici, sulla sicurezza, sulle politiche culturali. È una città di 2 milioni di abitanti, ricordiamolo a D’Errico. Oltretutto un dubbio è lecito. Da quel che descrive ogni giorno il Mattino sembra che il Ticino sia ormai una terra depredata da ladri, balordi, stupratori, terroristi. Si mettano d’accordo una buona volta: o è vero quel che dice Gobbi (che il crimine non è mai stato così basso, che il suo lavoro fa vedere i suoi frutti) o quel che dicono D’Errico e compagnia bella. Volevo quasi usare una K, ma non l’ho fatto perché…
  1. Basta basta basta scrivere con le K, con le $, offendere gli altri partiti, incoraggiare epiteti come sinistronzi. Basta anche con la boiata del noi contro i partiti storici: ma quanto ci vuole alla Lega per capire che è ora che anche loro si sentano un partito storico (dopo 25 anni) e comincino davvero a fare qualcosa invece di sbraitare, fomentare odio e attaccare gli altri. Ho parlato con un leghista ieri, gli ho detto se sapeva chi aveva proposto l’AVS Plus. Non mi ha risposto, poi ci ha pensato e mi ha detto “strano, solitamente la sinistra non fa niente per gli anziani”.

Eh no caro mio, c’è qualcun altro che parla parla ma poi a conti fatti tante K e poche $ per le persone che hanno bisogno.

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