Ma chi l’ha detto che la Svizzera è vostra?

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Svizzera5Riflessioni agostane di un buonista coglionista

Prendo come spunto il seguente fatto: una studentessa etiope di Neuchâtel va in centro con un’amica elvetica per festeggiare il Primo d’agosto. Il clima le piace e, secondo l’amica, raccoglie una bandierina svizzera da terra per sventolarla mentre balla. Una ragazza intorno ai vent’anni gliela strappa, dicendo Tu non devi tenere la mia bandiera! Tu sei straniera e non devi tenere la mia bandiera!”

La mia bandiera.

No tesoro, la nostra bandiera. Quella croce bianca su sfondo vermiglio rappresenta, volenti o nolenti tutti noi, non solo Ueli Maurer o Norman Gobbi, non solo Piero Marchesi o Lorenzo Quadri.

Quella croce rappresenta anche i buonisti coglionisti come me, che sono svizzeri quanto Marchesi o Quadri. E a noi, vedi un po’ te, questa Svizzera dove una ragazza etiope sventola la nostra bandiera, piace un botto. E ci piace anche che un kosovaro di padre e di madre croata sia nella rosa dei papabili per la vittoria nella lotta svizzera di quest’anno. E ci piace il sushi, anche se c’è dentro il pesce crudo, e il cibo etnico, il kebab e i falafel, la moussaka e la nduja. E ci piacciono i vestiti indiani e africani perché d’estate sono dannatamente comodi. E ci piacciono le feste dove vediamo facce di tutti i colori.

E siamo svizzeri, dannatamente svizzeri e quella cacchio di bandiera non ce la scippate. Perché rappresenta anche la nostra umanità, il nostro buonismo, la nostra anima e i nostri sentimenti. In quella bandiera abbiamo diritto di riconoscerci anche noi e di schifare certi atteggiamenti da bambini dell’asilo, come se strappare la bandiera a una negra rendesse la “tua” Svizzera migliore. Una Svizzera che deve la sua fama più alla Croce Rossa buonista che al mercenariato dei secoli passati.

C’è chi dice che il Primo d’agosto siamo tutti uniti, pur con idee diverse. Nulla di più falso.

Per alcuni il Primo d’agosto è solo un momento in più per riaffermare la propria presunta svizzeritudine che, non si capisce bene perché, dovrebbe essere superiore a quella altrui.

Abbiamo pena per chi scappa dalla guerra e dalla fame, non vogliamo vedere in automatico tutti i criminali appesi per le palle, non ci danno fastidio gli ecuadoriani col chitarrino o i neri che bevono birra. Non evitiamo i tossici perché ci fanno schifo, facciamo volontariato e ci indigniamo per le porcherie e le balle che scrive il Mattino.

E siamo svizzeri perdio. Svizzeri più di voi.

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