Mosche fastidiose sul treno

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Di

imagedella Redazione

Chiasso ore 20.58, il treno proveniente da Como S. Giovanni si ferma, vengono spente alcune luci e salgono le guardie di confine, le quali cominciano a camminare tra i sedili e dicono solo; “passport?” a tutte le persone di colore. Due giovani, si guardano con timore e rispondono che non ce l’hanno. La guardia gli intima dunque “So, out of the train”, e i due vengono fatti scendere e messi contro una parete sul binario. Le guardie cercano ancora, trovano una donna con due bambini, di circa quattro o cinque anni, stessa domanda; “passport?”, lei intimorita dice di non avere documenti, stessa scena, le guardie intimano alla donna di scendere dal treno con i suoi bambini. Un giovane passeggero che guardava la scena si alza indignato; “Ma cosa state facendo?! Sono due bambini!”. La guardia lo osserva di sfuggita e gli borbotta; ”verstehe ich nicht”, il ragazzo allora comincia a parlare in tedesco dichiarando che è una scena oltraggiosa, che non è un paese di diritto quello che respinge una famiglia con dei bimbi piccoli. La guardia replica sbrigativamente che non deve preoccuparsi, che si prenderanno cura loro delle persone bloccate. Il ragazzo abbaia ancora una risposta; “Ah si?! E come? Rispedendoli a Como e lavandosene le mani?”. La guardia scuote una mano come per scacciare una mosca fastidiosa e si allontana con la famiglia confusa e impaurita. L’ultima scena prima che il treno parta; cinque persone scure di pelle contro la parete e almeno quindici guardie di confine di fronte a loro, in semicerchio e braccia incrociate.

Così comincia l’articolo sul blog del giovane Kali Camponovo, de la Redazione rosso nera (http://laredazionerossaenera.blogspot.ch/2016/08/tema-lotta-alle-frontiere-data-20.html) Altre storie di migranti, altre storie di rabbia, altre storie di disperazione. Un popolo che non accetta queste cose esiste. È fatto dei Kali Camponovo, della gente di Firdaus e di Lisa Bosia Mirra, di GAS, e di tante altre persone che nonostante non abbiano l’etichetta della sinistra ortodossa riescono comunque a indignarsi: liberali, PPD e anche leghisti, sì, magari pochi, ma ci sono anche leghisti che riescono a leggere oltre le righe offensive e crudeli del Mattino, che fa del presunto diritto nazionale una scusa per l’egoismo più assurdo, come se fossero i migranti a Como a far star male i Ticinesi.

Un popolo che non smette di combattere contro l’oscurità che sembra aver avviluppato molte anime nella nostra terra.

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