“Non mangerei costine in cima al camino dell’inceneritore”

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bang ambientedella Redazione

Henrik Bang è un deputato molto popolare. Deve questa popolarità sicuramente alla sua esuberanza e alla sua simpatia, ma anche al lavoro che svolge in Gran Consiglio. Henrik è un forestale, diventa quasi osmotico che si occupi d’ambiente. Ieri, come sempre, i limiti di porcherie nell’aria sono stati superati. Henrik Bang oggi parla di inquinamento estivo, ma già nel febbraio di quest’anno ha depositato in Governo un’interrogazione non ancora evasa. Tenendo presente che, dal 1986, l’ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico impone ai cantoni il compito di sorvegliare il suo stato e la sua evoluzione, Bang si domanda cosa faccia il cantone. Noi lo chiediamo a lui, invece.

Henrik, Beltraminelli dice che in fondo la qualità dell’aria sta migliorando, il piombo e altre sostanze sono in effetti diminuite: chi ha ragione tra voi due?

Nel 2015 per i 3 inquinanti più problematici cioè le polveri fini PM10, i diossidi di azoto NO2 e l’ozono O3, nel mendrisiotto i limiti dell’ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico sono stati superati 166 (centosessantasei, unoseisei) volte, a confronto dei 3 superamenti permessi dalla legge. In poche parole l’aria del mendrisiotto è la peggiore della Svizzera e una delle più inquinate d’Europa.

Chiaramente per alcuni inquinanti come il piombo (che è stato tolto dalle benzine) o i diossidi di zolfo (con la riduzione del contenuto di zolfo nell’olio da riscaldamento) la situazione è migliorata, ma non prendere, come ministro della sanità, la questione sul serio è abbastanza drammatico. Infatti le affermazioni di Beltraminelli “fumare in macchina è peggio” o “l’ozono è un elemento naturale che con i temporali sparisce” dal ministro della sanità non sono accettabili.

Il 70% della popolazione residente nel Sottoceneri è esposta ad una media annuale illegale, superiore ai 30 µg di polveri fini contro solo il 3% a livello nazionale. Solo l`8% dei residenti del Sottoceneri vive in un ambiente con valori inferiori al limite di 20 µg contro il 60% del resto della Svizzera.

Secondo uno studio aggiornato nel 2010, l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale giunge alla conclusione che l’inquinamento atmosferico provocato solo dalle PM10 causa in Svizzera 3’000 decessi prematuri all’anno, per una perdita complessiva di 30’000 anni di vita. In Svizzera l’inquinamento atmosferico genera ogni anno costi esterni per miliardi di franchi, che non vengono coperti da chi li causa. Le relative ripercussioni sulla salute della popolazione svizzera sono state quantificate in modo più preciso e tradotte in termini monetari nell’ambito di diversi studi sull’inquinante principale PM10 (polveri fini), considerato come un indicatore di inquinamento rilevante dal punto di vista sanitario. L’inquinamento dell’aria che respiriamo causa inoltre circa 17 000 casi di bronchite acuta nei bambini e circa 3000 nuovi casi di bronchite cronica negli adulti.

Sono circa 20 000 i giorni di ospedalizzazione annui in Svizzera dovuti a malattie del sistema respiratorio e cardiocircolatorio provocate dagli inquinanti presenti nell’aria. Tutto ciò genera ogni anno costi per circa 4 miliardi di franchi che vengono poi appioppati ,al povero cittadino, tramite il premio di cassa malati.

Cerca allora di spiegarci, in parole povere, quali sono le cose pericolose che respiriamo.

I più pericolosi sono l’ozono, le PM10 e i diossidi di azoto. Altri inquinanti come le diossine o le polveri più fini non vengono o solo in modo parziale monitorati. Per quanto riguarda i danni causati dall’inalazione di polveri fini, mentre le particelle più grosse provocano per lo più irritazioni, quelle fini penetrano negli alveoli polmonari e favoriscono l’insorgere di tumori e infarti. Non a caso l’OMS raccomanda una soglia limite massimo di emissione di PM2,5 pari al massimo di 10 µg. Purtroppo a livello cantonale le PM2,5 non vengono misurate nel mendrisiotto.

Se la situazione è già problematica da alcuni anni il mondo scientifico sta approfondendo gli studi su un altro pericoloso inquinante poco conosciuto consistente nelle polveri ultra fini che peggiorano ulteriormente la salute del cittadino.

Ma allora, queste ordinanze sul superamento delle soglie, hanno senso?

In Svizzera gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute sono esaminati nel quadro dello studio della corte SAPALDIA (Swiss Cohort Study on Air Pollution and Lung and Heart Diseases in Adults).

SAPALDIA è uno studio a lungo termine nel cui ambito collaborano pneumologi, epidemiologi, allergologi, meteorologi e specialisti di igiene dell’aria. L’obiettivo dello studio, condotto su un lungo arco di tempo, è la ricerca delle relazioni tra sostanze nocive dell’aria e malattie delle vie respiratorie e delle malattie cardio-vascolari in Svizzera. Finora in tutto il mondo erano disponibili solo pochi studi a lungo termine di questo tipo. Negli ultimi 20 anni sono stati pubblicati numerosi articoli su SAPALDIA in riviste mediche specializzate.

SAPALDIA 1 La prima parte dello studio a lungo termine ha avuto inizio nel 1991 in otto località svizzere. Complessivamente hanno partecipato allo studio più di 9000 persone d’età compresa tra i 18 e i 60 anni che risiedono nelle località prese in esame.

Nel 2001 i ricercatori hanno continuato lo studio con SAPALDIA 2. Questo ha permesso di misurare lo sviluppo della qualità dell’aria ed il suo influsso sulla salute delle stesse persone che avevano già partecipato al primo studio.

La terza parte dello studio, avviata nel 2010, è stata ulteriormente approfondita. Al fine di identificare meglio le conseguenze dell’inquinamento dell’aria sul sistema cardiovascolare, oltre alle indagini abituali, i ricercatori hanno ad esempio misurato anche lo spessore della carotide e l’elasticità delle arterie.

Questo studio ha dimostrato scientificamente che la salute dei bambini e degli adulti migliora in modo relativamente rapido se diminuisce il tenore in inquinanti atmosferici. Le misure di miglioramento della qualità dell’aria hanno quindi un effetto positivo misurabile sulla salute della popolazione

Dati per nulla rassicuranti sono forniti del Registro nazionale del cancro a proposito dell’incidenza del cancro polmonare, bronchiale e tracheale nel periodo di tempo 2006-2010, che confermano quelli pubblicati da G. Schuler e M.Bopp nell’Atlante della mortalità per cancro in Svizzera fra il 1970 e il 1990. È innanzitutto opportuno ricordare che il fattore di rischio più importante per questi tumori è il fumo di sigarette.

Fatta questa premessa, se prendiamo la statistica nazionale dei cinque anni tra il 2006 e il 2010, si costata che sia per gli uomini che per le donne ticinesi, specialmente nel Sottoceneri, la frequenza di cancro alle vie respiratorio è nettamente più alta nel confronto con altri cantoni e rispetto alla media svizzera, anche se i ticinesi, in modo particolare gli abitanti del Sottoceneri, non fumano di più degli altri cittadini svizzeri.” Grazie a questi studi che raccolgono dati scientifici da quasi 30 anni sono stati determinati i valori soglia.

E le famose polveri fini? Quando hanno costruito l’inceneritore, dicevano che si poteva addirittura mangiare in cima al camino.

L’inceneritore di Giubiasco è uno dei più moderni d’Europa ed è munito di 4 sistemi di filtro malgrado questo eviterei di mangiarmi le costine cucinate con i suoi fumi. In questo ambito tra qualche anno il registro nazionale del cancro potrà fornire dati interessanti e se nei comuni limitrofi si constaterà un aumento della percentuale di cancri molto probabilmente la causa sarà dovuta alle sue emissioni.

Per togliere fiato alle chiacchiere, quali sono secondo te le soluzioni praticabili?

Innanzitutto è necessario un cambiamento di mentalità radicale da parte di tutti. Va promossa la mobilità lenta, che è gratis e fa bene, e la stessa va combinata e integrata con il trasporto pubblico. Per promuovere la mobilità lenta è indispensabile ampliare la rete delle piste ciclabili e applicare degli incentivi interessanti. Amo ricordare quanto fanno lo Stato e molte ditte private in Danimarca dove il dipendente che arriva al posto di lavoro in bicicletta ha 15 minuti di tempo pagato per farsi comodamente la doccia.

Inoltre vanno promossi il lavoro a domicilio e il trasporto delle merci su ferrovia, va disincentivato il trasporto di merci improponibili come l’acqua minerale. A tal proposito non scorderò mai una mia vacanza in Messico, nel Chapas ove a San Cristobal mi vendettero un’acqua San Benedetto, roba da matt! Di soluzioni proponibili ve ne sono tante ma per introdurle, ci vuole la maggioranza, a noi il compito di convincere altre forze politiche, cosa molto ardua di questi tempi.

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