Per l’UDC non è la Festa nazionale: è un palcoscenico

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Di

svizzeri2di Candido

Il giorno della Festa Nazionale Svizzera, memoria del patto di unione da cui ebbe origine la Confederazione Elvetica, dovrebbe essere il giorno per eccellenza dell’unità e della solidarietà reciproca, il momento in cui si abbandonano le divisioni e ci si stringe insieme nella celebrazione. Questo, soprattutto in un momento storico in cui il nemico, perché di nemico si tratta senza girarci troppo intorno, è là fuori, dietro una bandiera nera con caratteri arabi, e ci controlla tramite un mostro che tutti noi, soprattutto in questo giorno, dovremmo unirci per scacciare: la paura.

E invece, evidentemente a qualcuno la paura fa comodo.

Alla faccia della coesione nazionale l’UDC, per bocca del suo presidente cantonale Piero Marchesi, non perde occasione per alimentare ulteriori paranoie e fomentare ulteriori divisioni, che poi si sa, son quelle che ti fanno vincere le elezioni: poche storie. È davvero un’idea geniale, in una situazione di timore e angoscia come quella che viviamo in questo periodo di sangue, rescuscitare una specie di maccartismo nustràn e gridare al nemico interno, ai traditori della Patria che vogliono svendere Madre Elvezia alla UE brutta e cattiva.

Ora, se l’UDC si propone come il partito che difende i veri valori e principii svizzeri, e se “la coesione interna e la pluralità culturale del Paese” sono valori iscritti a chiare lettere nella Costituzione federale come da promuovere da parte della Confederazione, ci viene un po’ il dubbio se il suo presidente consideri la Costituzione un testo effettivamente sacro o se è un po’ come il menu a ristorante, à la carte, da cui prendere un po’ quello che interessa e lasciar via il resto. Non si spiegherebbe altrimenti un discorso fondato sulla paura e sul sospetto reciproco, un esplicito invito alla divisione, alla faccia della coesione interna, tutto questo considerando che l’idea dell’adesione all’UE ormai ufficialmente cestinata non riscuote più tutte queste simpatie nemmeno a Sinistra.

C’è poco da dire: la Festa Nazionale Svizzera, evidentemente, per l’UDC è solo l’ennesimo grande spot elettorale, un ulteriore palcoscenico da cui lanciare strali e anatemi verso chi non si uniforma a un’idea di Svizzera chiusa, isolata, provinciale, beceramente autarchica ai limiti dello sciovinismo. È un peccato.

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