RSI: tagliamoci le balle

Di

RSI Immaginedi Corrado Mordasini

Prendo spunto da Ticinoblog, che ha fatto un esaustivo e brilante articolo sulla risposta del Consiglio federale che ha dichiarato non ricevibile l’iniziativa “No al canone Billag”, a tutti gli effetti una bambanata senza capo né coda che avrebbe distrutto la democrazia e creato una falla di disoccupazione epocale.

La realtà è che l’abolizione del canone sarebbe un attentato al pluralismo della stampa e l’autostrada per dei monopoli di informazione non vincolati dal mandato del servizio pubblico. Ma vediamo i dettagli:

Billag è stata tolta. Dal 2019, dunque fra tre anni, non sarà più lei a riscuotere il canone, a seguito dell’ultima votazione del 2015.

Il canone viene anche splittato sulle radio e tv private. Radio3i, Teleticino e RadioFiumeTicino prendono una parte dei soldi che noi versiamo per il canone.

Con la liberalizzazione del mercato, il Ticino non sarebbe più attrattivo e finirebbe in un limbo, fagocitato da TV italiane e tedesche.

Ogni giorno il 70% dei ticinesi fruisce dell’offerta della RSI.

Il finanziamento pubblico permette alla RSI di essere anche sul web: Rete tre, Rsi news e altri vettori della RSI sono tra i più cliccati in Ticino e contribuiscono al pluralismo dell’ informazione nel nostro cantone. No Billag? No info su internet.

I soldi del canone permettono un’offerta sportiva che in altre nazioni si sognano. Per esempio, gli europei di calcio sono stati trasmessi integralmente solo dalla RSI.

Inutile ripetere che il Ticino riceve più soldi dalla SSR di quelli che paga. I soldi della RSI, oltre a mantenere un migliaio di dipendenti, permettono ad aziende esterne di far girare l’economia. Vogliamo suicidarci e perdere altre centinaia di posti di lavoro? Accomodiamoci.

Come dicono giustamente gli amici di Ticinoblog: “Chi ha proposto questa iniziativa ha anche i suoi interessi economici nello smantellare la SSR. Ci sono infatti anche imprenditori (soprattutto di carta stampata), intenzionati ad avere il monopolio dell’informazione in Svizzera. Anche i più insospettabili e puri partiti, compreso il Nano, hanno tentato di mettere le mani sulla RSI, compresi quelli di Destra, che la insultano da mattina a sera, che per anni hanno tentato la scalata all’interno della CORSI”.

Ma è il finale che che ci fa dire proprio “bravi”, perché Ticinoblog raccoglie proprio il giusto concetto alla base della difesa del servizio pubblico:

“Guardatevi intorno. 1200/1300 ticinesi in un posto piccolo come il nostro, significa un vostro parente, un vostro amico, un vicino di casa, una persona incontrata alla Coop, una persona che sta bevendo un caffé al vostro Bar, una persona che vi saluta per strada. Significa un lavoro, forse, per vostro figlio in futuro. I dipendenti RSI non sono mostri al di fuori della nostra società, sono persone che ogni giorno vanno a lavorare e contribuiscono alla nostra società in tanti e diversi modi. Votate NO Billag, ma per coerenza non seguite più Matteo Pelli, Fabrizio Casati, Julie Arlin, Nicolò Casolini, Marco Di Gioia, Federico Soldati, Luca Mora, i deejay di Rete Tre e Radio3i ecc ecc e magari togliete il saluto ad un vostro amico che perderà il lavoro per un vostro voto.”

Non avremmo saputo concludere meglio.

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